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IL TERRITORIO Il paesaggio che circonda Atri è tra i più singolari e suggestivi d'Abruzzo. Dalle spiagge ampie e sabbiose spalleggiate da lussureggianti pinete, si passa alla campagna e ai dolci profili di tondeggianti colline rigogliose di oliveti, frutteti e vigneti noti fin dai tempi di Annibale.
La campagne cela tra le sue colline piccoli borghi medioevali come Montepagano, Mutignano e Silvi alta che, posti a terrazza sul mare, offrono al visitatore un paesaggio che si estende dal Gran Sasso fino al mare aperto e dalla riviera del Conero fino al promontorio del Gargano.
Di particolare interesse poi è il fenomeno geologico dei Calanchi che intorno ad Atri riveste particolare rilevanza, offrendo al visitatore spettacolari esempi dell'azione erosiva degli agenti atmosferici; è anche possibile, all'interno della riserva naturale dei calanchi di Atri effettuare delle escursioni guidate che, tra paesaggi danteschi ed improvvisi squarci di natura selvaggia, consentono di prendere contatto con l'interessantissimo mondo floreale e faunistico che in questi territori trova il suo habitat naturale.
Attraverso la valle del Vomano si può seguire l'itinarario delle abbazie benedettine di Santa Maria di Propezzano, San Clemente al Vomano, Santa Maria di Ronzano per concludersi ai piedi del Gran Sasso d'Italia con l'antica abbazia di San Giovanni ad Insulam. In soli 30 minuti è possibile compiere un magnifico viaggio nella natura raggiungendo agevolmente i grandi parchi abruzzesi: il Parco Nazionale del Gran Sasso, o quello dei Monti della Laga così come il Parco della Maiella o quello Regionale del Velino-Sirente, luoghi dove l'Abruzzo custodisce il patrimonio di flora, fauna e natura che nei secoli ha gelosamente conservato.
I PARCHI E LE AREE NATURALI
IL PARCO COMUNALE Sorto su aree di proprietà ducale e dei canonici della Cattedrale per volere di Paolo Odescalchi, vescovo di Atri. Esteso parco-giardino all'italiana, fu riorganizzato ai primi di questo secolo su base architettonica con geometrici tracciati.
Si stende su due aree pianeggianti e sbalzate a terrazze per circa tre ettari, in una posizione ideale, aerea e soleggiata. Lunghi viali asfaltati rigorosamente chiusi al traffico, panchine sparse in ogni dove e boscosità elevata lo rendono adatto ai visitatori di ogni età per un soggiorno qieto e gioioso. L'aria balsamica, profumata da mille fiori, merita di essere respirata a pieni polmoni.
E' ampiamente illuminata di notte. All'ingresso due fontane, con due conche abruzzesi, disegnano giochi d'acqua. Via via che ci si inoltra, si possono notare prati verdi, aiuole multicolorate e viali rettilinei, adorni di siepi di bosso con presenza di alberi e piante di numerosissime specie tra cui ricordiamo le nordiche (abete bianco, abete rosso, betulle, pino montano, silvestre, ecc.) e le mediterranee (palma, pino marittimo, ginepro, ecc.)
Arricchiscono il Parco le invenzioni in pietra: residui di originalii sculture, tavole e sedili e nel comparto orientale la piccola area sportiva polivalente, interessante su un'ampia radura, inghiaiata, la grande vasca circolare con giochi d'acqua e luci colorate di notte. A terminale si arriva al "Belvedere", tutto lastricato in porfido; dalla lunga e mistilinea balaustra ci si affaccia verso il mare Adriatico, di cui si scorge a tratti la linea di costa.
E' visibile con i suoi viadotti anche il nastro autostradale. Il lato orientale del Belvedere è eretto sopra grosse mura di resti di un'antica fortezza che fu anche palazzo estivo dei vescovi locali. Il paesaggio, ricco di lontane prospettive, affascina il visitatore, che gode pienamente di questa esaltazione della natura che qui è gelosamente conservata e protetta. I superbi effetti di luce e di ombre, i pergolati, le grotte verdi e i boschetti, le fresche ed estese zone ombreggiate che si incontrano, danno un senso di raggiunta e quieta intimità, non interrotta, anzi addolcita dai festosi e rumorosi giochi dei bambini. LE GROTTE Le Grotte, che si spalancano maestose nella parte meridionale della città, sono "una colossale opera umana che ha sfidato il tempo, e che tuttora presenta un fascino davvero misterioso". Si tratta di un poderoso sistema di grotte e grotticelle tutte collegate con pareti non rivestite, in cui si nota chiaramente l'uso dell'"opus signinum", che la fanno ritenere una grandiosa cisterna d'acqua di età romana. Il complesso archeologico finora esplorato ha una pianta somogliante ad un trapezio rettangolare in cui il lato maggiore verso l'esterno misura metri 35,90, quello minore metri 18,75 e l'altezza metri 20 circa, con una superficie di circa mq 700. La conserva d'acqua costituiva una grossa riserva di acque fresche, limpide e pure; nell'antichità si risparmiava ogni goccia d'acqua. Inoltre la posizione interrata serviva a mantenere le acque fresche ad una temperatura costante in qualsiasi periodo dell'anno. Le pareti sono parzialmente intonacate. Tutti gli angoli sono arrotondati per mezzo dell'"opus signinum", allo scopo di evitare depositi difficilmente asportabili mentre tra pareti e pavimento corrono i tipici cordoni, quasi piani. La conserva d'acqua é formata da quattro navate e tre gallerie, mentre nella zona delle "Grotticelle" si aprono due gallerie principali e sette laterali. | | |