STORIA DI BARCHI Il dolce colle sul quale riposa l’antico Castello di Barchi, nasconde una storia ricca di travagliate vicende e di avvenimenti importanti. Da alcuni reperti ritrovati nel territorio del Comune questa zona risulta infatti abitata sin dal V millennio a.C., quando popolazioni nomadi e pastori la raggiunsero. I primi abitanti di cui sia ha notizia (dal X secolo a.C. in poi), furono i Pelasgi (antico popolo proveniente dalle terre del Mediterraneo orientale). Dopo i Pelasgi, fu la volta del popolo italico degli Umbri, dei misteriosi e civilissimi Etruschi ed anche, probabilmente, dei Piceni.Verso la fine V secolo a.C., giunsero dalle desolate lande del Nord-Europa, i Galli Senoni. Essi riuscirono ad occupare gran parte dell’attuale provincia di Pesaro e si spinsero anche oltre, finchè non incontrarono sulla loro strada i Romani.
Poco dopo la vittoria sui Galli Senoni, i Romani si trovarono ad affrontare un’altra spaventosa minaccia proveniente, questa volta dalle lontane terre d’Africa. Si trattava dei Cartaginesi, che si proposero come grandi rivali di Roma per la conquista del Mediterraneo. La lotta fra i due popoli durò più di cento anni; una delle battaglie decisive sembra aver avuto luogo proprio nel territorio del Comune di Barchi: qui, fino a pochi decenni fa i contadini arando la terra, arando la terra, di tanto in tanto vedevano affiorare rottami dei carri dell’esercito cartaginese, ossa e zanne di elefanti. La "Battaglia del Metauro" (207 a.C.) fu importantissima perchè vide la morte (e la decapitazione) del condottiero punico Asdrubale Barca e la disfatta del suo esercito. Il sanguinoso scontro rivestì un ruolo decisivo per le vicende del paese di Barchi. Sembra infatti che dal nome del generale Asdrubale Barca (il cui corpo, mozzato della testa, potrebbe essere ancora sepolto nel territorio barchiese) possa derivare quello del nostro paese.
Successivamente arrivarono i Romani: Barchi fu insediamento di ville e fattorie lungo la vallata del rio Maggio. Il documento archeologico più significativo della presenza dei Romani a Barchi è costituito da un’ara in pietra con dedica ad Apollo. Rinvenuta nel 1756 fa presupporre l’esistenza di un antico tempio dedicato al dio della bellezza, (è sin d’allora conservata nel Palazzo ducale di Urbino). La romanizzazione del territorio significò per la zona di Barchi, l’inizio di un lungo periodo di pace e di prosperità, che durò più di seicento anni; fino a quando cioè, le continue incursioni dei Barbari non fecero crollare definitivamente l’immenso e stupendo edificio che era stato l’Impero Romano d’Occidente (476 d.C.). |