L'antichissimo paese di Camerata Picena che sorge nelle immediate vicinanze di Ancona. Il centro storico del capoluogo, che presenta intatta la forma del nucleo originario del castello, si affaccia sulla Vallesina e sulla frazione Piane, mentre su di un altro colle ad appena tre chilometri di distanza, sorge il nucleo storico del Cassero, cresciuto ai margini dell'omonimo castello e articolato principalmente lungo il crinale che si snoda verso Castel d'Emilio ed Agugliano. La prima menzione di Camerata risale al 1029 ed è contenuta in un diploma di Corrado il Salico emanato a favore del monastero di San Severo in Classe, presso Ravenna, che possedeva numerose terre nell'anconetano. Il nome del castello è soprattutto legato ad una celebre battaglia, passata appunto alla storia con il nome di battaglia di Camerata, combattuta nelle sue vicinanze il 7 giugno 1309. Il castello andò completamente distrutto, la sua ricostruzione si ebbe verso la fine del XIV secolo (presumibilmente nel 1392) ad opera dei Conti Della Genga. In frazione Piane un monumento, fatto posizionare dall'Amministrazione comunale nel 1992 anno in cui ricorreva il VI centenario della ricostruzione del castello, ricorda l'evento. Alla fine dell'800 Camerata contava 910 abitanti ed era così descritta dallo Strafforello nella sua "Geografia dell'Italia": "il paese è racchiuso da una cinta circolare di fortissime mura con un piccolo borgo all'esterno". Importante ai fini dell'economia non solo locale fu la costruzione, avvenuta alle Piane di Camerata, del grandioso "Mulino Americano" di cui restano pochi ruderi. Oggi Camerata vive un'intensa e vivace vita produttiva grazie alla presenza nel suo territorio di aziende artigianali che hanno trovato nella frazione Piane idonea collocazione.
DA VEDERE - Le mura castellane sono giunte fino a noi in discrete condizioni; hanno andamento circolare e poggiano all'esterno, su contrafforti bassi e singolarmente curvilinei; è anche ben conservato il vasto ingresso alla corte, mentre, in direzione nord-ovest si osservano alcuni possenti torrioni quadrangolari. - Le grotte castellane recentemente ristrutturate rappresentano solo una parte delle numerose gallerie che percorrono il sottosuolo del perimetro murario. - Nell'ampio spazio interno venne costruita, nel 1389, la Chiesa che è stata restaurata più volte. Dedicata alla Natività della Vergine, conserva una pregevole tela sull'altare maggiore; pregevole è anche il Crocefisso ligneo posto in un altare laterale. - Il castello del Cassero conserva la sua identità formale pur avendo perso molti attributi della sua attrezzatura difensiva: è a pianta quadrata, con i torrioni disposti nel mezzo dei lati; l'ingresso è posto verso Ancona. All'interno c'è un cortile pavimentato con i ciotoli di fiume infissi di taglio. Al centro, essenziale, un pozzo. Anche la chiesa, oggi antistante il portale d'ingresso, era originariamente all'interno.
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