Alberghi.com - Residence.itAlberghi.com - Residence.itAlberghi.com - Residence.itAlberghi.com - Residence.itAlberghi.com - Residence.itAlberghi.com - Residence.itAlberghi.com - Residence.it
Login  Password 
 
Hotel Alberghi Comune Comacchio
Tutte Hotels / Alberghi
Residence Motel
Agriturismi Bed & Breakfast
Ostelli Appartamenti
    Torna all'indice della Provincia
 
Scopri Comacchio
 
TRA STORIA E PRESENTE, IL COMUNE DI COMACCHIO
La pietra miliare della storia del Comune di Comacchio, resta ancora il famoso Capitolare del re longobardo Liutprando (715 o 730 d.C.), che stabiliva l' entità delle gabelle pagate dai navigatores lungo i porti della cosiddetta Longobardia. Una storia tormentata, fascinosa, ricca di colpi di scena. Un paese contesissimo dai signori dell'epoca, dalla Chiesa e da chi altro ha avuto la fortuna o la sfortuna di amministrarla. La maggior parte di studiosi ed archeologi, parla di una Comacchio le cui origini si perdono nella notte dei tempi.
Sarebbe suggestivo credere che la diretta erede di Spina sia appunto Comacchio, ma queste per ora restano soltanto congetture. L'archeologia, a questo proposito, presenta un vuoto quasi incolmabile che percorre lo spazio di tempo di qualche secolo. Spina declina a partire dalla metà del terzo secolo a.C. e la nave romana di valle Ponti (I secolo a.C.), intriga non poco con la reale nascita dei primi insediamenti umani in questo territorio. E' certo comunque affermare che Comacchio sorge in età tardo-romana. Gli episodi ed i fatti che hanno caratterizzato tutti questi secoli di storia e di profonde trasformazioni, si rifanno alle vicende riguardanti il patrimonio vallivo che sino al secolo scorso occupava una superficie di quasi ottanta mila ettari.

Un'attività quella della pesca, unitamente alla raccolta ed al commercio del sale, che ha creato profondi dissidi tra la città di Comacchio e le comunità vicine, non ultima la famosa "guerra del sale" ingaggiata con la Repubblica di Venezia, che ha conosciuto soltanto qualche anno fa la "pace storica". Storie, personaggi, tradizioni, stereotipi, misteri: gli ingredienti più belli di cui e intessuto l' intero capitolo della vita di Comacchio, oggi alle prese con altri problemi. Per capire e carpire le suggestioni ed il significato di questa città, basta percorrere il suo centro storico in barca e sfiorare monumenti ed emergenze architettoniche tra un canale e l' altro, sotto uno dei tanti ponti.

Punto di partenza è senza dubbio il monumentale Ponte dei Trepponti, la porta della città voluta dal cardinale legato ferrarese Giovan Battista Pallotta durante la prima meta del secolo XVII, allorchè la Camera Apostolica subentrata ai signori d'Este, volle fare di Comacchio un suo fiore all'occhiello, in alternativa allo sfarzo ed allo splendore di Ferrara, autentica roccaforte degli Estensi. E cosi la rinascita urbanistica di Comacchio diventa una realtà consolidata dall'interesse e dall'intervento della Chiesa. II Trepponti diventa l' emblema, il simbolo della città lagunare e Luca Danese, architetto camerale, e autore del disegno del manufatto dal quale partono e si distribuiscono le vie d'acqua interne tramite una fitta rete di canali. II Trepponti comprende cinque ampie scalinate (tre anteriori e due posteriori) ad arco a tutto sesto, culminanti in un rialzo interamente di pietra d'Istria.

Dello stesso periodo e dello stesso architetto (Luca Danese) e il dirimpettaio Ponte delle Carceri o degli Sbirri, costruito intorno al 1631-1635. Alla stessa epoca pare risalgano anche le vecchie prigioni mandamentali prospicenti il manufatto, oggi sede degli Assessorati alla Cultura e al Turismo e di "Comacchio Turismo".

Alle spalle di questo edificio, nell'ex magazzino di Palazzo Bellini, sorge invece il Museo del Carico della Nave Romana. Attiguo alle antiche carceri, ecco Palazzo Bellini, caratteristico edificio gentilizio risalente alla seconda meta del secolo scorso, sede della Galleria d'Arte Contemporanea, della Biblioteca "Ludovico Antonio Muratori" e dell'Archivio Storico. A pianta rettangolare, l 'edificio comprende due piani ed un ampio sottotetto praticabile. Nelle sue pertinenze sorge il cantiere che ospita I'imbarcazione romana di valle Ponti.

Di fronte a Casa Bellini ed a lato del Ponte degli Sbirri, trova posto l 'ex ospedale San Camillo, prossima sede del Museo delle Culture Umane del Delta del Po. Edificato intorno al 1778 per volere del cardinale legato Francesco Carafa, presenta la parte centrale a portico caratterizzato da quattro poderose colonne in mattoni, il timpano triangolare in alto alla facciata ed i due campanili laterali a pianta quadrata.

Sulla sinistra trova posto la piccola Cappella di San Pietro. Puntando direttamente verso la piazza municipale e percorrendo la via Edgardo Fogli, si passano in rassegna il Palazzo Vescovile, sede di una lunga tradizione iniziata nell' Vlll secolo d.C., e più avanti il Palazzo delle Saline. All'incrocio tra piazza Folegatti e piazzetta Ugo Bassi sorgono due importanti emergenze architettoniche: la Torre dell'Orologio e la Loggia dei Mercanti o del Grano. La Torre dell'Orologio ha una sua storia particolare.

Pare risalga addirittura al secolo XIV. II 22 marzo 1816, ancor prima dell'alba, la Torre rovina sorprendentemente al suolo. Soltanto nel 1824 si comincia ad operare lo scavo per le fondazioni ed il basamento, anch'esso come quello della Torre Campanaria del Duomo, in pietra d'Istria. L'edificio e a forma ottagonale irregolare poggiante su base quadrata. Al centro della Torre viene inserita una nicchia che racchiude la statua della Beata Vergine della Visitazione, opera del ferrarese Francesco Vidoni.

A lato della Torre dell'Orologio si innalza la Loggia dei Mercanti o del Grano, voluta dal cardinale legato Giacomo Serra nel 1621, come deposito del grano per i più indigenti della città. Ancor oggi la Loggia costituisce un punto di riferimento importante per il cosiddetto salottismo e passeggio serale. A pianta rettangolare, la Loggia e sorretta da colonne in marmo. II solaio del granaio pubblico crollo nel 1751, causando la morte del bolognese Buzzi. Adiacente alla Loggia, per collegare l' attuale via Edgardo Fogli con via Cavour, si trovava un altro ponte davvero monumentale: il Ponte di Piazza o Ponte della Pietra, demolito nella seconda metà dell'Ottocento.

Proseguendo verso ovest e superata la piazzetta dedicata all'eroe del Risorgimento Ugo Bassi, si arriva dopo una cinquantina di metri al Duomo o Cattedrale di San Cassiano, patrono della città. L'imponente edificio religioso, ricostruito all'inizio del XIII secolo, risale all' Vlll secolo ed esattamente al 708 d.C., sotto il vescovo Vincenzo. L'antico Duomo era formato da tre navate comprendenti dodici pesanti colonne di marmo con capitelli e basamento che ne sostenevano gli archi. Ogni colonna recava impresso nel capitello lo stemma della città lagunare, costituito dalla passera acquatica.

Una volta demolito il vecchio ed ormai fatiscente edificio ne fu ricostruito uno nuovo, la cui prima pietra venne posata dal vescovo Sigismondo Isei il 25 marzo 1 659. L'attuale Duomo si presenta ad unica navata con dodici cappelle laterali, dedicate ciascuna ad una immagine sacra e comprendenti tele o dipinti di grande interesse. In fondo al catino absidale la statua cinquecentesca del patrono San Cassiano, situata all'interno di una nicchia, sovrasta I'intero presbiterio. Ricchi di interesse pure il coro, dono del vescovo D'Arcano e l' organo settecentesco, opera del modenese Gian Domenico Traeri.

A fianco del Duomo sorge la Torre Campanaria, recentemente restaurata, costruita nel 1751 ed anch'essa rovinata al suolo nel 1757. Dopo l'improvviso crollo rimase soltanto il basamento in pietra d'Istria. II campanile venne riedificato un secolo dopo ed ultimato soltanto nel 1868. Percorrendo via Mazzini si giunge al celebre Loggiato dei Cappuccini, composto da centoquarantatre archi, sostenuti da altrettante colonne di marmo. Fatto costruire dal cardinale Stefano Donghi nel 1647, subì danneggiamenti nel 1670, in seguito probabilmente ad un terremoto. Gli archi, una volta rovinati al suolo, furono riedificati nel 1670 qualche anno piu tardi. II porticato ha subito, in questi ultimi duecento anni, consistenti rimaneggiamenti.

All'inizio del manufatto sorgeva la settecentesca Chiesa di San Carlo. II Loggiato va a confluire proprio nell'omonimo Santuario dell' Aula Regia, senza dubbio l' edificio religioso più antico intitolato alla veneratissima immagine di Santa Maria in Aula Regia. I primi documenti relativi al Santuario risalgono al secolo X. Soltanto nel secolo XVI fanno il loro ingresso i Padri Cappuccini, voluti dal duca Alfonso II d' Este. L'edificio attuale porta la data della seconda meta del Seicento, mentre la costruzione della facciata neoclassica, restaurata a piu riprese, risale al 1886. All'interno la navata e coperta con volte a crociera innestate su paraste, mentre sul lato destro trovano posto le cappelle comunicanti. L'ancona in legno dipinto, dentro la quale viene custodita la statua delle veneratissima Vergine, e opera di epoca tardo rinascimentale ed appartiene all'arte ferrarese.

Attiguo al Santuario si trova il Museo Mariano di arte sacra contemporanea, che raccoglie preziose e significative opere realizzate da grandi maestri ed artisti che vanno da Sepo (Severo Pozzati) a Remo Brindisi. II Museo, visitabile attraverso una semplice richiesta verbale o prenotazione telefonica al Padre Cappuccino, e diventato da un po di tempo a questa parte un centro di documentazione e ricerca.

II giro delle Chiese nella città di Comacchio può essere completato puntando verso il versante opposto della città. Superata la piazza municipale, si passerà in rassegna l' altra importante Chiesa dedicata alla Madonna del Santo Rosario, situata in via Sambertolo. Edificata intorno al 1618 per volere della Pia Unione del Santo Rosario, presenta la facciata interamente in mattoni, coronata da un timpano triangolare. Ad unica navata, comprende quattro cappelle laterali fronteggianti. il catino absidale costituisce il cuore del tempio e della Confraternita del Santo Rosario. Un'opera degna di rilievo e lo stupendo crocefisso seicentesco in legno, insieme alla Statua della Beata Vergine in legno policromo. Di grande interesse sono anche la Decollazione del Battista di Carlo Bononi e l' Annunciazione del pittore fiammingo Ernesto de Shayck. Il campanile del Rosario ha conosciuto lo stesso destino degli altri campanili: crollato nel 175 l, fu rifatto trent'anni più tardi.

Dal Rosario, imboccando sulla sinistra la caratteristica via omonima, si arriva dopo una cinquantina di metri all'altra Chiesa, una delle più antiche, dedicata alla Madonna del Carmine, situata a lato del Ponte Pizzetti e di fronte al ponte omonimo. Costruita con ogni probabilità intorno al secolo XVII, contemporaneamente all'istituzione della Confraternita del Carmine (29 maggio 1604), e disposta ad unica navata con abside semicircolare. L'edificio e formato da due cappelle laterali intitolate a San Filippo ed al Santo benedettino Domenico Soriano. La preziosa ancona di legno, contenente la statua della Madonna del Carmine, venne realizzata nella seconda meta del Seicento, epoca in cui fu edificato pure l' altare di San Filippo e la tela dello stesso Santo, trafugata nell'aprile del 1965. L' antico campanile, attiguo alla Chiesa, venne innalzato alla fine del XVll secolo e fu più volte restaurato.

Del Monastero di Sant'Agostino, posto in fondo a corso Garibaldi all'estremità orientale della città, rimangono soltanto alcuni ruderi. L'origine di questo importante complesso religioso risale addirittura al Vll secolo. Soltanto agli inizi del secolo XVII compare il campanile. II manufatto fu oggetto di saccheggi da parte di veneziani e saraceni. Ceduto ai Padri Agostiniani Scalzi nel 1622, venne dedicato a Sant'Agostino nel 1644. I nuovi monaci vi fecero innalzare un convento trasformato poi in fortezza, quando le truppe austriache cominciarono a presidiare la città lagunare. Recentemente I'edificio venne adibito a funzioni scolastiche.
 
Hotel Alberghi delle Località del Comune di Comacchio

Copyright © Frezza.NET Communications P.I. 01413360676 - Tutti i diritti riservati