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Attraversato da numerose vie di comunicazione, il Comune di Copparo si trova in un punto naturale e felice, di collegamento con importanti centri come Bologna e Venezia. Copparo "Città ideale" dove sviluppare la propria attività economica in un contesto territoriale favorevole allo sviluppo, che offre grandi spazi per fare investimenti per vivere bene, usufruendo di strutture di servizio complete che soddisfano i bisogni e le esigenze di tutta la popolazione. Il paese di Copparo ha una superficie di 157 Kmq. Sono presenti scuole, asili, la "Città della dello sport" con strutture sportive e ricreative di prim’ordine, grande – media e piccola impresa, numerose aziende agricole con una frutticoltura ricca di tradizioni, in una completa e funzionale dotazione di risorse.
In questo contesto Copparo rientra nell’Obiettivo 2 dell’Unione Europea con una serie di interventi per la creazione di nuove imprese. Va in questa direzione l’incubatore meccanico; è una struttura produttiva allestita dal Comune di Copparo per promuovere l’imprenditorialità presso i giovani del territorio. La produzione, incentrata sul montaggio delle catene per i mini escavatori Berco, si svolge all’interno di una struttura di 1,000 mq e viene gestita dalla cooperativa LMC dal febbraio 1996. A questa principale attivita’ si affianca quella della lavorazione con macchine utensili.
La validità di questo progetto è stata riconosciuta anche dal Ministero della Funzione Pubblica che ha assegnato un periodo all’iniziativa "Incubatore meccanico" all’interno di questo concorso è stato segnalato l’Ufficio Informacittà per la sua dinamicità nonché per la trasparenza delle informazioni al cittadino.
In ambito sanitario è funzionante un progetto innovativo denominato "Medicina di Comunita’" che vede coinvolti in una fattiva collaborazione l’Amministrazione Comunale, i Comuni dell’ex mandamento, l’Associazione medici di medicina generale, l’ospedale S. Giuseppe e l’ASL di Ferrara per ripensare la Sanità pubblica attraverso lo spostamento della centralità dell’intervento sanitario dell’ambito ospedaliero a quello territoriale, ridisegnando i percorsi clinici, diagnostici e terapeutici dei cittadini.
Il territorio si estende nella parte centro-orientale della Provincia di Ferrara su una superficie di 15.700 ettari. Il Comune di Copparo confina con altri 5 Comuni e precisamente Ferrara, Ro, Berra, Jolanda di Savoia, Formignana. L’estensione superficiale diviene un dato rilevante se si considera che il territorio è interamente pianeggiante per cui nessuna parte è interessata da fenomeni di degrado e abbandono essendo, al contrario, fortemente urbanizzato per insediamenti residenziali, produttivi, agricoli. Il territorio comunale è attraversato da n. 7 strade provinciali, fungendo da vero nodo di smistamento per il traffico tra il centro ed il Basso ferrarese per circa 53 Km. e da una rete stradale comunale che si estende per Km. 240. La massima distanza tra i punti estremi del territorio è 30 km. Numerosi sono corsi d’acqua derivanti dagli imponenti lavori di bonificazione eseguiti fin dalla meta’ del 1500. Sotto il profilo idraulico il territorio del Comune di Copparo è posto tra il vano principale del Po ( dal Quale dista, al confine nord circa 2 Km. Per una lunghezza da est a ovest di circa 18 Km.) ed il Po di Volano con il quale confina a sud per circa 12 Km. Nella rete di canali nel territorio comunale sono state costruite, a cura del Consorzio di Bonifica I Circondario di Ferrara, grandi opere per il pompaggio ed il sollevamento delle acque in occasione delle piene stagionali per l’irrigazione.
STORIA DI COPPARO L’etimologia del nome è controversa. Alcuni studiosi spezzano in due "Copparo" per ottenere "coppa d’oro". Il Balboni scrive la sua origine non è da ricercare nella forma odierna della parola bensì in quella più antica inclusa in un privilegio del 944 di papa Marino II° diretto alla chiesa di Adria, dove si legge di "Massa Occuparii" e "Massa Copario". Però questo documento non può essere tenuto in considerazione – scrive il Franceschini – perché troppo grossolanamente interpolato se non del tutto fittizio. E continua: il toponimo ha una limitata diffusione e non potrebbe trovare riscontri che nell’area greco-bizantina (è da tenere presente anche Copara nella zona di Oristano).
Alcuni storici fanno un accostamento con l’antico Porto di San Pietro di Copparo (sec XI) ed un etimo da "copa" nave oneraria mercantile, non può tuttavia avanzarsi con tranquillità, poiché nel ravennate, con attestati nel copparese, il termine "copa" equivale contemporaneamente a covone di grano ed a misura di superficie agraria indicante una quantità di terreno richiedente una "copa" di semente.
La più antica menzione di Copparo è nel privilegio di papa Adriano II (870) che conferma a Firminiano e fratelli la Corte di Formignana, confinante ad un lato con "Cuparus et Caput canilis". La giurisdizione sulla Massa di Copparo, il cui territorio era compreso tra il fiume Goro (di Baura), la Fossa Curulo ed il Canale Bianco, fu oggetto di secolari controversie tra la Chiesa di Ferrara e di Ravenna. Una prima composizione di esse si ebbe nel Sinodo di Ravenna nell’anno 955, quando Martino vescovo di Ferrara, pur dichiarando che la Massa di Copparo era stata tenuta dai suoi predecessori, ammise di non aver negli archivi della sua chiesa documenti che ne affermassero il suo legittimo possesso e quindi, per porre fine alla contesa, riconobbe Massa di pertinenza della Chiesa di Ravenna, passata poi incontrovertibilmente, a quella di Ferrara. Un privilegio dell’arcivescovo Gebeardo (1040) ricorda la "Pieve" di San Pietro di Occupario, mentre altri documenti ravennati ne menzionano il "Porto". Nella pseudo bolla vitaliana, Copparo è compresa tra le masse soggette alla Chiesa di Ferrara.
Le lunghe liti, la cura posta dai nobili ferraresi per accattivarsi e mantenersi nelle grazie degli arcivescovi ravennati onde ottenere investiture dei suoi terreni, il minuto frazionamento della proprietà terriera, le numerose petizioni e concessioni "ad laborandum", mostrano Copparo come centro agricolo assai cospicuo dell’antico territorio, che primeggia ancora nel censimento del 1431 dove appare con la più vasta superficie seminata a frumento ed orzo. Il paese è ricordato nella Statuta Ferrariae del 1287 come "Coparius" per le incombenze spettanti a quei lontani copparesi nel cavamento della fossa detta "de Preta". Molti e precisi richiami sparsi in antichissimi documenti fanno pensare (è ancora il Balboni che scrive) a un luogo sotto certi aspetti assai noto quale riserva di caccia. Che fosse una zona adatta alle battute, come suppone quello storico, è provato dalla memoria di un turrito castello ivi esistente costruito dagli Estensi più per esercitazioni venatorie che per integrare il sistema difensivo del loro Ducato: Nicolò d’Este e il duca Borso vi si recavano seguiti dalla loro splendida corte. Durante la guerra del 1482 i veneziani "menonno via bestiame per ducati duemila et meseno susso il palazzo de Coparo (lo stendardo di) Sancto Marchio". Così il diario di quell’anno dell’Anonimo Ferrarese.
Dopo poco il castello fu preso e incendiato. Non ne restò nulla e furono perduti anche gli affreschi di Nicolò Panizzato, dipinti all’epoca di Leonello d’Este. Nel 1509, malgrado le schermagli politico-diplomatiche, in un altro conflitto contro i Veneziani, il nostro territorio fu invaso da torme di schiavi dalmati al seguito dell’ammiraglio Trevisan. Per ordine di costui il provveditore Grandenigo, attraversato il Po e invaso il Polesine di S. Giovanni Battista, saccheggiò molti paesi compreso Copparo, distruggendo i raccolti e rubando il bestiame. Ritornata la pace con i Veneziani, Ercole II d’Este fece ricostruire sulle rovine del castello un sontuoso palazzo, la "Delizia", realizzato tra il 1540 e il 1547. L’imponente complesso era formato da cinque torri collegate tra loro in modo da formare un cortile interno; le sale erano affrescate dal Dossi e dal Garofalo. Ma c’era anche un altro nemico da tenere a bada giorno e notte; il non lontano Po, che, dopo la rotta di Ficarolo del XII secolo, si era scavato un nuovo corso. Quando si faceva turgido e minaccioso, usciva spesso dal suo letto ed invadeva le lande. Particolarmente disastrosa la rotta del Po a Papozze del 1592 e quella di Berra del 1595.
Un progressivo bradisismo negativo abbassò di oltre due metri la zona, annullando gli sforzi e disperdendo gli ingenti capitali impiegati per intraprendere la bonifica delle valli. La terribile piena del 29 settembre 1640 provocò la rottura dell’argine di Zocca per ben centosettanta metri. Le acque inondarono non solo Copparo, ma tutto il polesine fino a Mesola da una parte e al Barco dall’altra, lambendo quasi le mura di Ferrara. Seguì non meno funesta, la guerra detta "dei Barberini", nel 1644.Nel 1809 un furioso incendio distrusse il palazzo, che nel frattempo era passato dalla famiglia d’Este al Papato e successivamente alla famiglia Barberini. Nel 1862 il Sindaco Gaetano Spisani acquistò il palazzo per conto dell’Amministrazione Comunale, i lavori di restauro terminarono nel 1875. E’ da allora sede della Residenza Municipale. | | |