STORIA DI GORO La storia del Comune di Goro è inevitabilmente legata ai mutamenti ed alle vicende delle evoluzioni del Po di Goro e della parte più meridionale del Delta. L'abitato è sorto come centro doganale di confine, di importanza strategica per il suo porto commerciale ed inizialmente era un insieme di casoni da pesca, non in muratura, ma in canna, destinati alle attività ittiche e come rifugio. La storia dei goresi è caratterizzata dalla continua lotta per il mantenimento del territorio, contro l'impaludamento naturale, dovuto al fatto che l'area è completamente sotto il livello del mare. L'assetto del Delta Ferrarese nei pressi di Goro ha subito radicali mutamenti dal 1604 in poi, quando i Veneziani, temendo l'impaludamento della loro laguna, deviarono il corso del Po verso sud-est (taglio di Porto Viro): ancora oggi il fenomeno di avanzamento della costa dovuta ai depositi del fiume è attivo. Le continue opere di regimazione delle acque sono attestate dai manufatti, quali la Torre Palù, che insieme alla Torre Abate, Balanzetta e alla chiavica dell'Agrifoglio, furono costruite sin dall'epoca Estense. Il nucleo abitativo da cui deriva quello attuale risale al Settecento: data la posizione e le caratteristiche del terreno, il paese è sempre stato molto isolato. Il cuore delle attività era ovviamente il porto, oggi posto sulla parte più interna della Sacca di Goro. A inizio secolo tutte le terre di Goro e del Mesolano furono acquistate dalla Società Bonifiche Terreni Ferraresi, che portò a termine un'intensa opera di bonifica. Diventato autonomo da Mesola solo nel 1962, oggi Goro e la sua frazione di Gorino, formatasi solo a partire dal 1960 sul più recente lembo deltizio, si presenta come un comune dall'esclusiva vocazione alla pesca: dal 1985 è stata introdotto l'allevamento della vongola che ha dato da subito risultati sorprendenti.
La maggior parte degli abitanti si dedica a questa nuova attività. A testimonianza del continuo incalzare del delta sono la vecchia lanterna di Goro (oggi osservatorio per birdwatching), che è stata soppiantata dal nuovo faro di Gorino, posto sullo Scannone. Al limite meridionale del Gran Bosco della Mesola si trova il Taglio della Falce. Goro e Gorino incentrano le proprie attività commerciali nei rispettivi porti, dove si svolge il caratteristico mercato del pesce: il commercio ittico fa capo al Consorzio Pescatori di Goro, istituito nel 1966 e il pescato è composto da mitili (cozze, vongole), ostriche, sogliole ed anguille, che vengono esportati in tutt'Europa. |