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La città di Locri Epizephiri fu fondata, secondo le notizie letterarie fornite dallo storico bizantino Eusebio, all'inizio del VII secolo a.C. da colonizzatori emigrati dalla Locride , una povera regione della Grecia Centrale. Vi si stabilirono prima intorno a Capo Zephirio (l'attuale Capo Bruzzano) che, dopo pochi anni di sosta, lasciarono, per spostarsi 20 Km più a Nord, nella pianura costiera compresa tra il mare, le due fiumare Portigliola e Gerace e Patarriti. Qui la città fu definitivamente fondata dai greci, che, con la propria civiltà più forte e organizzata di quella indigena preesistente, influenzarono la zona con i propri miti e costumanze, divenendo col tempo egemone di tutto il territorio. Caratteristici a tale riguardo sono l'istituzione del matriarcato ed il culto della dea Persefone.

La città greco - coloniale fu regolata da un codice di leggi redatte dal mitico giurista locrese Zaleuco, che è considerato il più antico di tutto il mondo greco poi imitato da altre città della Magna Grecia. Ebbe il grande pregio di limitare il diritto dell'arbitrarietà del giudice, allora permeato di sacralità. Alla fine del VII secolo a.C., con l'aumento della popolazione, i locresi estesero il proprio territorio nell'opposta sponda tirrenica, sicché nel momento di maggiore grandezza Locri dominava una vasta zona, disponendo dei notevoli centri di Hipponion (attuale Vibo Valentia), Medma (Rosarno) e Metauros (Gioia Tauro). Queste sub - colonie, legate da rapporti politici e militari, le furono alleate negli attacchi provenienti da sud, dalla città di Reggio e da nord da Crotone, con la quale, poco dopo la metà del VI secolo a.C., sostenne un leggendario scontro ricordato come battaglia della Sagra (odierna fiumara Allaro) e conclusasi con una strepitosa vittoria dei locresi. Il periodo più opulento e felice per Locri coincise con il V secolo a.C.: la città fu legata da stretta amicizia con Sparta e Taranto, fiorirono commerci, le arti,l'agricoltura, e l'allevamento dei cavalli, mentre l'architettura e la scultura produssero importanti opere,le quali in parte sono giunte sino a noi.

Personaggi illustri furono: Nosside, poetessa contemporanea di Stesicoro; Timeo, nato nel 404 a.C.,maestro di Platone e famoso magistrato, astronomo e filosofo; Senocrito, musico e poeta; Eunomo, citarista; Eutimo,due volte vincitore dei Giuochi olimpionici; Agesidamo, pugile famoso, esaltato da Pindaro nella X e XI Olimpica. Nel 477 a.C. si consolidò la rivalità tra Reggio e Locri e più tardi, sempre in funzione di una politica avversa alla città dello stretto, aiutò la potente Siracusa nelle operazioni militari contro Reggio e4 la lega italiota. Nel IV secolo a.C. l'alleanza con Siracusa assunse forma di piena dipendenza politica: Dionisio I rinsaldò legami con l'aristocrazia locale sposando una nobile locrese e assegno alla città il dominio su Skylletion e Caulonia; Dionisio II, succeduto al padre, espulso da Siracusa nel 356 a.C. fu accolto in città ma qui diede origine ad un'odiosa tirannide, finita con un’insurrezione da parte dei cittadini esasperati che abbatterono i tradizionali ordinamenti sostituendoli con strutture socialmente democratiche. Nel 282 Roma v’installò un presidio ma i locresi, dopo la battaglia d’Eraclea, parteggiarono per Pirro intervenuto in Italia a favore dei greci (280) per ritornare nell'ambito della confederazione romana, quando il re dell'Epiro passò in Sicilia. Al suo ritorno Pirro punì la città ribelle e saccheggio il celebre tesoro del Santuario di Persefone. Ma quando questo re lasciò l'Italia (275), la città tornò ai Romani ed a cominciare da questo tempo fornì a Roma varie occasioni d’aiuto di navi e di marinani.

Durante la seconda guerra punica si arrese al cartaginese Annibale (216) ma Scipione la riconquistò nel 205. Rientrata nell'orbita romana, attraversò, come tutte le poleis greche d'occidente, un lungo periodo di crisi, venendogli a mancare le condizioni d'equilibrio sociale e politico sulle quali si reggeva la sua economia, fondata su un intenso regime di scambi e dalla quale si risollevò successivamente su basi economiche e sociali completamente diverse da quelle d'età greca. Eretta a Municipium romano nei secoli a.C. la sua importanza diminuì rispetto a quella che aveva avuto nei secoli precedenti. Fu sede di vescovado a partire dalla prima età cristiana.

Nel corso del IX secolo iniziò la graduale distruzione della città provocata dalle soventi incursioni dei Saraceni che indussero gli ultimi abitanti a trasferirsi in posizione meglio difendibile: nacque così Gerace, formata da profughi locresi, su un'alta rupe quasi inaccessibile, che ereditò le funzioni di centro amministrativo, civile e religioso per tutto il Medioevo e l'età Moderna. Pertanto il sito della Locri classica restò completamente abbandonato, e quanto di meglio rimaneva dei templi fu impiegato per costruire la nuova città, tra l'altro le colonne del santuario di Proserpina (Persefone), utilizzate per costruire il grande Duomo normanno - bizantino", un fiore di pietra" che racchiude secoli di storia affascinanti.

Fonte: Comune di Locri
 
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