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TRA STORIA E PRESENTE
Il Comune di Mariano è posto al centro della pianura isontina. E' la capitale morale della sedia, infatti da qui ha avuto origine il triangolo del manzanese, e Città del Vino, questo grazie al lavoro secolare (documentato dalla metà del 1700) di molti falegnami e aziende agricole del comune.
La cittadina si compone di due paesi, Mariano e Corona, entrambi ricchi di storia, di tradizioni e di ospitalità. Molti sono gli artisti che vivono e lavorano a Mariano e Corona. Sia nel campo del legno che dell'enologia, sia nel campo pittorico che industriale. Vi invitiamo, dalle pagine del coro, a conoscere e sopratutto vivere la nostra realtà.

CHIESA DI SAN GOTTARDO
La bellissima ed originale facciata barocca in pietra bianca, eseguita nel 1759, si deve all'architetto milanese Paolo Baroffi. La facciata è suddivisa in due parti, quasi a rappresentare uno scenario: la parte inferiore ha carattere prettamente classico, e si presenta rigorosa nella sua struttura, appena mossa dalle piccole nicchie e da quattro lesene. Interrotta all'altezza di due terzi da una imponente cornice, la facciata rivela nella parte superiore un insolito coronamento di tipo rococò dal linearismo morbido e flessuoso.

All'interno della Chiesa, l'Altare Maggiore, del 1804, fu probabilmente opera dei Mattiussi scultori udinesi: di architettura piuttosto elaborata, termina in alto con una piccola cupola a cipolla e nel paliotto presenta la raffigurazione a bassorilievo della “Cena di Emmaus. I due altari laterali risalgono entrambi al XVIII secolo. Il primo, dedicato alla Beata Vergine del Rosario (in cornu epistolae), è impreziosito da una statua della Madonna con Bambino in legno policromo del XX secolo. Il secondo, dedicato a San Gottardo (in cornu evangelii), realizzato con diversi tipi di marmo, è arricchito da un tabernacolo di grande effetto e di squisita fattura, rivestito da un intarsio marmoreo policromo (datato 1704) e da una pala del 1825 dipinta dal celebre pittore goriziano Giuseppe Tominz.

Il presbiterio è decorato con affreschi di Giulio Iustulin eseguiti nel 1902: incantevoli le raffigurazioni delle famiglie di artigiani e contadini eseguite nella scena del Sacro Cuore

CHIESA DELLA SANTISSIMA TRINITA'
La piccola Chiesa della SS. Trinità, datata al 1550, come si legge in una lapide murata all'esterno, oggi ridotta alla sola zona absidale cui è stata aggiunta una facciata, conserva il settecentesco altare in marmo (con paliotto nel quale si ammira un lavoro molto fine d'intarsio con vasi di fiori colorati su sfondo nero) ed un interessante (per quanto mutilo) ciclo d'affreschi cinquecenteschi attribuibili all'udinese Arsenio Negro. Si tratta delle figure dei dodici Apostoli, mosse, plastiche, accampantesi con sicurezza nello spazio, non immemori della lezione del Pordenone ma a conoscenza anche della poetica raffaellesca. La chiesetta è stata restaurata nel 1998.

CHIESA DEI SANTISSIMI MARIA E ZENONE
Nella frazione di Corona, la Chiesa parrocchiale, costruita nel 1705 dopo che la precedente era stata distrutta nel 1699, ha un bell'altar maggiore eseguito nel 1729 dal goriziano Pasqualino Lazzarini (le statue laterali dei SS. Giovanni Evangelista e Zenone furono scolpite da Paolo Zuliani di Gradisca); degli altari laterali, quello di Santa Caterina, settecentesco, di gradevole aspetto, contiene una pala d'altare del goriziano Antonio Paroli (1688-1768) raffigurante i SS. Caterina, Rocco e Sebastiano: opera indubbiamente provinciale ma di bell'effetto. La Via Crucis, che sostituisce vecchie ed ingenue immagini, è stata dipinta nel 1950 dal pittore istriano (ma di famiglia gradiscana) Gino de Finetti (1877-1955): è opera altamente drammatica e piena di pathos, nella quale sono riciclate sensazioni, ansie e paure dell'ultima guerra mondiale.
 
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