STORIA DI MONZUNO Il Comune di Monzuno è situato nell’Appennino a sud-est di Bologna, deviando dalla Porrettana sulla strada del Setta. Il nome di questo piccolo centro appenninico deriva probabilmente da Giove (Mons Zeus) o Giunone (Mons Juno) nacque come Comune nel 1803. L’abitato attuale è moderno, ma ha il pregio di affacciarsi su una bella valle, ricca di mete storiche e naturalistiche, attualizzate dalla recente riscoperta della cosiddetta "Via degli dei". La chiesa di San Giovanni Evangelista , rifatta nel 1891, conserva un sorprendente interno barocco. Nei dintorni, a Bigola, si trova la trecentesca Chiesa di San Michele, rifatta nel ‘600 e anch’essa con interno barocco; ospita un ritratto del Santo, copia di quello reniano conservato a Roma.
A Rioveggio è possibile ammirare il Castello di Elle, della famiglia Berti, a cui appartengono altri due manieri in parte rimodernati: quello della Polverara e la Torre di Montorio. Poco distante da Monzuno si erge Monte Venere, una cima di 996 metri ammorbidita da boschi e pascoli; qui sorgeva un tempio dedicato alla dea dell’amore. Cento corbe di frumento, 10 paia di capponi, 10 capretti e 10 pollastri, una buona dose di formaggi. E’ quanto "valeva" l’affitto annuo dei territori di Monzuno nel 1471: all’epoca, con Scascoli e Ripoli, Monzuno vendette e donò tutti i propri beni al signore di Bologna, Giovanni Bentivoglio, ottenendo l’enfiteusi perpetua in cambio di un certo ammontare di regalie. Grazie a questa convenzione, nel territorio dei comuni associati era vietato l’accesso agli esattori della Camera di Bologna, e la giustizia era esercitata da un emissario del Bentivoglio. |