Qualsiasi percorso si segua per raggiungerla, la si scorge anche se si è ancora distanti. E’ la "Spia dello Jonio”, come qualcuno l'ha definita, con i suoi 387 metri d'altezza dominanti sul Golfo di Taranto. Colpisce subito la spirale di strade che l'avvolge, snodandosi spesso a gradinata intorno alla pianta circolare del suo abitato. In cima alla collina è la linda "Schiavonia", il borgo antico, con le case in tufo imbiancate di calce viva per antichissima consuetudine. Squisito esempio di architettura spontanea - tutto archi, corti chiuse e slarghi, tra vie strette e serpeggianti - è l'originale risultato di insediamenti progressivi ad incominciare dall'alto Medioevo fino al XVII secolo. E', innanzitutto, alle tracce imponenti della civiltà trogloditica - è il centro pugliese col maggior numero di chiese rupestri - che Mottola deve la sua fama. Molti sono i villaggi ipogei che vi si possono ammirare - San Gregorio, San Vito, San Sabino, Le Grotte - ma certamente i più affascinanti, anche perché immersi nel verde, sono quelli di Casalrotto e Petruscio. Casalrotto consta di un insediamento centrale con centinaia di grotte disposte a gradoni cui si affianca una necropoli medievale dove, presso l'omonima Masseria settecentesca, sono state rinvenute tombe ad inumazione singole o multiple. Tra le chiese-grotte, per citarne alcune, dal punto di vista storico-architettonico, la più importante è Sant'Angelo che fu il centro spirituale di una contigua abbazia rupestre. Si tratta, infatti, di un rarissimo esempio di chiesa ipogea scavata su due livelli, entrambi a pianta trapezoidale ed a tre navate, con tre absidi ciascuno e resti di altari di tipo greco e latino. Tracce di affreschi (X-XIV secolo) ne ricoprono altre ancora più antiche. Degne di nota sono anche la Cripta di Santa Margherita (IX-XIV secolo), a pianta irregolare, affrescata con dipinti bizantineggianti di ottima fattura, e la chiesa-grotta di San Nicola, scavata probabilmente tra il IX ed il X secolo, con pianta a croce latina, tre absidi e notevoli affreschi. L'aspra gravina di Petruscio è lunga circa tre chilometri. Presenta un gran numero di grotte, adibite ad abitazioni, opifici, ovili, chiese e magazzini, e forma una vera e propria città, con ambienti databili nel XIII secolo, nonostante il villaggio sia ancora più antico. Il fascino di questi luoghi è accresciuto dall'immenso patrimonio forestale, tra i più cospicui della regione; ancora intatto, è fitto di maestosi esemplari di pini d'Aleppo, querce e rarità botaniche, oltre alla varietà di funghi commestibili più o meno comuni. Profumi e sapori unici che si ritrovano nella semplice e celebrata cucina contadina, da gustare nelle attrezzate strutture ricettive sparse sul territorio.
Da visitare: - Chiesa Matrice (XIII secolo) - Gravina di Petruscio (a sud-est dell'abitato) - Masseria Casalrotto - Chiesa di Sant'Angelo in Casalrotto - Cripta di San Nicola (detta la Sistina della Civiltà rupestre)
Prodotti: Prodotti caseari Carni
Come si raggiunge: Aereoporti: Grottaglie (Ta) Bari Palese Brindisi
Treni: Stazione Ferroviaria di Gioia del Colle o Taranto per treni Espresso/intercity, in Autobus Linea Sud est Gioia/Mottola o Taranto/Mottola Autostrade A/14 Taranto - Bari - Ancona - Bologna uscita Mottola- Castellaneta Per Calabria e Sicilia Autostrada (Salerno - Reggio Calabria) Uscita Sibari Statale 106
Fonte: Provincia Taranto |