Ai suoi piedi la fertile piana di Rosarno, con agrumeti e ulivi, vigneti e orti. All'orizzonte lo scenario immenso abbraccia la pianura e il mare, l'Aspromonte e l'isola di Stròmboli, le Eolie e le coste della lontana Sicilia. Disposta su un ripido pendio, la cittadina, abbandonata nel X secolo a causa delle incursioni saracene e ricostruita dai normanni, mantiene nel nucleo storico un aspetto antico con tortuose stradine, sottopassi e ripide scalinate. Nella parte alta dell'abitato sorge il castello, eretto nel 1764 sulle rovine della fortezza svevo - angioina (1065), con torri angolari e ampie terrazze, dalle quali si domina la marina e la sua lunga spiaggia. In alcuni suoi ambienti è stato allestito il Museo civico Archeologico, con reperti da necropoli e stazioni del Neolitico, bronzi, terrecotte e ceramiche di età greca romana e medievale. Poco distante è la Cattedrale, medievale per origine ma completamente ricostruita nel 1785 e rifatta nel 1843, che custodisce una Madonna delle Grazie di Antonello Gagini, realizzata prima del 1499. Nel vicino palazzo Vescovile, trasformazione settecentesca di un palazzo cittadino risalente al XV secolo, è il Museo diocesano d'Arte sacra, con frammenti architettonici e lastre tombali, sculture, dipinti e argenti di scuola napoletana e siciliana, arredi e paramenti sacri. Numerosi nel centro storico i palazzi e le nobili dimore sei - settecentesche, che presentano portali e mensole in granito e balconi in ferro battuto.
Sul mare è Nicotera marina. Nella zona pianeggiante compresa tra l'abitato e la foce del fiume Mesima sono venuti alla luce resti di edifici, necropoli e opere idrauliche romane. Questo ha portato gli archeologi a identificare l'area con un emporium che forse servì anche alla greca "Medma", colonia di locresi che sorgeva nei pressi dell'attuale Rosarno.
Fonte: Provincia di Vibo Valentia |