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Tra i comuni più alti della provincia di Teramo Pietracamela è l'unico ad avere l'intero territorio compreso nel Parco del Gran Sasso - Monti della Laga. Entrando nel paese ci si accorgere subito che si tratta di un borgo di montagna davvero antico, dove molte delle case risalgono al 1500 e addirittura al 1400. A testimoniare le sue remote origini non sono solo la struttura urbanistica e l' architettura delle case più antiche, ma anche la cadenza e le inflessioni del particolarissmo dialetto locale. Osservando la vecchia torre che si incontra entrando in paese, ora divenuta casa del canonico, si può leggere la data incisa sulla finestra: 1550. La chiesa di San Donato è del 1530, e quella di San Giovanni è datata addirittura al 1432. La chiesetta dedicata a San Rocco risale al 1530, quella di San Leucio (è il santo patrono) conserva, oltre all'organo in legno, una curiosa acquasantiera con scolpiti animali acquatici tipici della zona. Passeggiando poi lungo le stradine del centro storico, tra le tipiche case in pietra di una volta, ormai quasi tutte ristrutturate, con un pò di attenzione si troveranno la casa de Li Signuritte, con bifore del 1400 ed un crocifisso in maiolica, e la casa di Don Ioani, con lo stemma civico ed iscrizioni scolpite in pietra. Proseguendo sulla strada oltre Pietracamela si sale fino a quota 1450, raggiungendo, dopo circa 5 chilometri, Prati di Tivo, la più attrezzata stazione invernale del Gran Sasso d'Italia, alberghi d'ogni categoria, una piscina coperta, 6 impianti di risalita (seggiovia e sciovie), 12 chilometri di piste di discesa e 4 chilometri di piste di fondo, due scuole di sci, guide (i famosi "Aquilotti del Gran Sasso") e soccorso alpino, e varie infrastrutture per lo sport ed il tempo libero. La seggiovia porta sino alla "Madonnina", a 2000 metri d'altezza, da dove partono sentieri di varia difficoltà che portano, tra l'altro anche alla sommità del Gran Sasso stesso. Il rifugio Franchetti, alla base del ghiacciaio del Calderone, si trova ad un'ora di cammino dalla "Madonnina". Nel marzo del 1991 il Comune ha istituito la Riserva Naturale Corno Grande di Pietracamela, affidandone la gestione al CAI, e proteggendo così oltre 2200 ettari di montagna incontaminata. Da qualche anno nella riserva è stato reintrodotto il Camoscio d'Abruzzo (scomparso più di un secolo fa) ed oggi una trentina di esemplari corrono liberi tra prati e balze rocciose. Non è affatto raro scorgerli mentre si percorre la "Cresta del Centenario".

Pietracamela, metri 1005, uno dei comuni più alti della provincia di Teramo Un insediamento antico e dalle origini leggendarie, certamente attivo in età romana. Dalle prime notizie storiche si apprende che inizialmente esistevano tre villaggi distinti: San Leucio, Plicanti e Rioruso che per eventi ignoti si fusero insieme. Il nuovo paese si chiamò forse Petra Cimmeria, dai popoli Cimmeri, o Cameria, dai Camerti, secondo Mario Montebello; ma altri pensano che il toponimo sia dovuto alla grande roccia in forma di cammello che sovrasta le case. Nel lindo nucleo medioevale e in gran parte ancora recuperabile, sono numerose testimonianze storiche ed artistiche uniche o rare, tutte di notevole importanza. Tra l'altro: la chiesa ex parrocchiale di San Giovanni (1432), sulla cui fronte spiccano il portalino inscritto, il campanile a vela, la meridiana antica e l'orologio, chiesa che ricorda un maestro Marcus de Tringiano; la chiesetta di San Rocco (1530), all'estremità più alta del paese; la casa de li Signuritte (Signoretti o Signorotti), con le emblematiche bifore del '400 ispirate a quelle teramane dei Signori di Melatino; la casa di Don Ioani del 1505 con lo "stemma civico"; e le iscrizioni, d'importanza storica, dei due immodesti "governatori" della Valle Siciliana, Baltasar Carvallus Hispanus (1523) e Marcellus Carlonus de Napoli (1590), l'una all'ingresso del borgo in Piazza Cola di Rienzo (che si pensa abbia avuto i natali lassù) e l'altra nella casa Perfetti subito prima della chiesa di San Rocco. E sopra il paese, tra rocce e fienili in parte trasformati in villette, resiste in ambiente montanaro - "Sopratore" e "Segaturo" - assai caratteristico, più volte ritratto dal pittore pretarolo Guido Montauti (1918 - 1979) ed affrescato sulle rocce dal suo gruppo artistico "Il pastore bianco". Verso valle, alle prime case del quartiere meno antico dominano "La Villa", è l'odierna parrocchiale di San Leucio. Ai Prati di Tivo (alcuni invece ritengono che Tivo sia una mitica divinità silvana), da metri 1450 ai 2000 dell'Arapietra dov'è la statua bronzea della Madonnina del Gran Sasso, proprio ai piedi del Gran Sasso che fu scalato laprima volta già nel 1573 dall'ingegnere bolognese Francesco de Marchi, collaboratore di Margarita d'Austria, il Corno Grande ha ricevuto in questo secolo celebri alpinisti quali Cesare Maestri, Fosco Maraini, Walter Bonatti, accompagnati tutti dall'espertissima guida locale Lino D'Angelo; e sull'impressionante Paretone si è cimentato anche il famoso "sciatore acrobata" Toni Valeruz.

Fonte: Comune di Pietracamela
 
Hotel Alberghi delle Località del Comune di Pietracamela

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