La Valle d'Aosta è una regione autonoma a statuto speciale dell'Italia Nord-Occidentale con circa 120.000 abitanti, con capoluogo Aosta. Confina a nord con la Svizzera (Canton Vallese), a ovest con la Francia (dipartimenti dell'Alta Savoia e della Savoia nella regione Rodano-Alpi), a sud ed a est col Piemonte (Provincia di Torino, Provincia di Biella, Provincia di Vercelli).
Il territorio della Valle d'Aosta, situato nell'estrema parte nord-occidentale dell'Italia, è interamente montuoso. Alte montagne circondano la regione: il massiccio del Monte Bianco raggiunge i 4.810 metri d'altitudine ed è la vetta più elevata d'Europa. Il Monte Bianco è situato al confine con la Francia; un lungo traforo autostradale ne assicura agevoli collegamenti. La parte meridionale del territorio è occupata dal Parco Nazionale del Gran Paradiso istituito nel 1922 per salvaguardare alberi e alcune specie di animali in via d'estinzione come stambecchi, camosci, marmotte ed ermellini. La popolazione si concentra lungo il corso della Dora Baltea e nelle valli minori. Le valli sono state scavate dai ghiacciai in movimento; questi un tempo ricoprivano tutta la regione. Ora i ghiacciai occupano solo le cime montuose più elevate.
Abitata dal V secolo a.C. dalla popolazione ligure-gallica dei salassi, nel 25 a.C. fu conquistata dai Romani, che vi fondarono Augusta Praetoria, l'odierna Aosta. Importante sotto il profilo militare e strategico per il controllo dei valichi del Piccolo e del Gran San Bernardo, nel Medioevo fu oggetto di contesa e conquista da parte di numerosi popoli e regni, come i burgundi nel V secolo, gli ostrogoti, i bizantini e i longobardi nel VI e i franchi nel 774. Inserita nel Regno di Borgogna nel 904, nel 1032 divenne contea di Umberto Biancamano. D'allora il suo destino fu legato alla dinastia sabauda, che nel 1302 la trasformò in ducato e che le concesse sempre ampia autonomia. Date le caratteristiche naturali della regione, la nobiltà feudale ebbe a lungo un peso proponderante nella sua storia politica e sociale e i numerosi forti e castelli furono centri di vita politica, economica e culturale, oltre che militare. Anche la chiesa, presente con numerosi monasteri, ebbe notevole influenza sulla popolazione della valle, che ai tempi della Rivoluzione Francese (alla fine del XVIII secolo) e nei decenni successivi fu roccaforte delle idee tradizionalistiche e reazionarie. Nell'Italia unita (1861) la Valle d'Aosta cercò di conservare le proprie tradizioni e specificità linguistiche e culturali.Il fascismo (1922-43) cercò d'italianizzarla, contrastandone la cultura locale e provocando nella popolazione tentazioni separatiste e di annessione alla Francia. Diventata regione autonoma nel 1945, con Federico Chabod primo presidente, ottenne dalla Repubblica Italiana la concessione dello Statuto speciale nel 1948. Economicamente,per molti secoli la Valle d'Aosta visse solo di agricoltura e di pastorizia, con la diffusione di piccole proprietà spesso insufficienti alla sussistenza dei contadini e dei pastori, costretti a spostarsi in Francia o in Svizzera per lavori stagionali, o a emigrare definitivamente. Solo dopo la Seconda Guerra Mondiale (1939-1945) ci fu l'inversione delle tendenze demografiche ed economiche, con uno sviluppo turistico ed industriale che produsse un fenomeno immigratorio. Attualmente la regione ha un reddito pro capite tra i più alti in Italia. |