Alberghi.com - Residence.itAlberghi.com - Residence.itAlberghi.com - Residence.itAlberghi.com - Residence.itAlberghi.com - Residence.itAlberghi.com - Residence.itAlberghi.com - Residence.it
Login  Password 
 
Hotel Alberghi Provincia Enna
Tutte Hotels / Alberghi
Residence Motel
Agriturismi Bed & Breakfast
Ostelli Appartamenti
   Comune / Località
 
 
Scopri Enna
 
Tra i capoluoghi di provincia è quello situato ad una altitudine maggiore.
Enna è raggiungibile sia con l'autostrada (A19, E932) che con le ferrovia (linea Catania - Caltanissetta < Termini Imerese, Agrigento). In entrambi i casi l'accesso è fuori dall'abitato, in fondovalle presso Calascibetta. A circa 5 km più a sud c'è il Lago di Pergusa (670 mslm), sulle rive del quale si trova l'autodromo di Pergusa.

Nel cuore della Sicilia, arroccata sui monti Erei a 931 metri, Enna mostra già da lontano il suo aspetto di ciclopica fortezza. L'antica arte difensiva ha lasciato nel tempo i suoi segni: il Castello di Lombardia, di epoca sveva, che conserva sei delle venti torri di una volta, di cui una, la Torre Pisana, coronata da una struttura merlata, è quella più alta; la ottagonale Torre di Federico, posta al centro dei giardini pubblici, ecc. A questa città, cantata da Callimaco come "l'ombelico della Sicilia", si legano miti, secoli di storia, echi di scrittori quali Italo Calvino, Leonardo Sciascia, Francesco Lanza; e poi bellezze panoramiche, come il vulcano dell'Etna e la catena montuosa dei Nebrodi, che circondano la rocca da oriente a nord; bellezze naturali, come lo splendido lago di Pergusa,… Quando però quassù sale la nebbia e tutto intorno si tinge di bianco, l'immagine della Sicilia assolata in mezzo al mare si macchia dei grigi della nordica Europa. Castrogiovanni, questo il nome romano della città (dal latino Castrum Hennae), conserva importanti siti archeologici come la "rocca di Cerere", dove sorgeva il tempio dedicato alla dea fecondatrice della terra: qui, tra mito e storia, rivivono le vicende della bella e sfortunata Proserpina, figlia di Cerere, a testimonianza delle antiche tradizioni legate all'agricoltura. Tra laghi e aspre rupi si è sviluppata, oltre alla coltivazione agricola, anche l'attività mineraria legata all'estrazione di zolfo, pietre quarzose, salgemma, ecc..

La patrona di Enna è Maria S.S. della Visitazione che si festeggia il 2 luglio: in tale ricorrenza un gruppo di persone scalze portano, a spalla, la nave d'oro con la statua della Madonna per le vie della città. La statua della Madonna è adornata con gioielli d'oro offerti da persone devote nell'arco di secoli. Altro appuntamento è l'ultima domenica di Agosto con la festa della Madonna di Valverde.

STORIA
Fino al 1927 si chiamava Castrogiovanni. Fondata probabilmente dal sicano Euno nel 2700 a. C, Enna diviene colonia greca nel V sec. a. C. Dai greci è battezzata l'omphalos (ombelico) della Sicilia per la sua posizione centrale nel territorio; subisce in modo determinante la loro dominazione testimoniata, tra l'altro, dal santuario di Demetra, la romana Cerere, dea della madre terra, personificazione della forza generatrice. Il culto di Demetra ha radici antiche e trova le sue origini nelle attività agricole dell'uomo; sulla parte alta della città si trova la "rocca di Cerere", importante sito archeologico, dove, tra i resti del tempio dedicato alla dea è oggi possibile leggere un'iscrizione su un masso con dedica a Cerere. Per la sua posizione strategica questa città attira le mire di Siracusa il cui tiranno Dionisio il Vecchio la conquista nel 395 a. C., seguito da Agatocle poco tempo dopo. La breve parentesi cartaginese si chiude con l'arrivo dei romani che, nel corso della seconda guerra punica (214 a. C.), conquistano definitivamente la città sotto Claudio Marcello, dopo un sanguinoso massacro. Il nome romano di Enna, Castrum Hennae, viene cambiato nel medioevo, sotto il dominio arabo (858-1091) in Qasr Yani, italianizzato in Castrogiovanni. In epoca romana la città si afferma come importante centro per il commercio del grano: nasce la grande proprietà agricola; esasperati dallo sfruttamento nei campi, gli schiavi si ribellano contro i romani infiammando l'Isola. La guerra si protrae dal 135 al 132 a. C. e termina con l'eccidio di Taormina ed Enna. Questo è il primo di tre distinti tentativi di ribellione finiti male per gli schiavi. Sotto Verre il traffico commerciale cresce d'importanza ma le ricchezze della città, tra cui inestimabili opere d'arte, vengono sperperate. Sopravvivenze romane uniche si possono ammirare ancora oggi, non lontano da Enna, nella villa di Piazza Armerina, i cui resti monumentali rivelano splendidi mosaici. Dopo i romani, i bizantini che la rendono una vera fortezza, e poi gli arabi che la occupano nell'859. Ma il periodo che ha lasciato segni visibili è quello medievale di Federico II di Svevia e degli aragonesi: nascono il Castello di Lombardia, che rappresenta ancora oggi uno dei baluardi difensivi più importanti della Sicilia medievale; la Torre di Federico II, alta ben 24 metri e posta all'interno del parco pubblico; il Duomo, originario del XIV sec. e ristrutturato in età barocca, dopo un rovinoso incendio.

A Enna è' rimasta intatta la tradizione legata alla ricorrenza religiosa nel giorno dedicato alla Madonna della Visitazione, protettrice di Enna, così chiamata in ricordo del viaggio in Giudea compiuto dalla Vergine per incontrarsi con la cugina Elisabetta. Ogni anno, il 2 luglio, la patrona viene invocata contro malattie e sciagure, e anche per propiziare un buon raccolto. In passato, proprio per propiziare il raccolto, a Enna si bruciava il carro che portava la statua della Madonna alla fine della processione. Il 2 luglio il simulacro del patrono viene condotto dalla chiesa Madre a Montesalvo, dove resta esposto per quindici giorni alla venerazione dei fedeli che le offrono ceri votivi e pellegrinaggi. Questo periodo di sosta è stato accorciato di molto: anticamente durava tre mesi in ricordo del tempo che Maria dedicò ad Elisabetta in Giudea. La "Nave d'oro", la vara della Madonna, viene ricondotta al duomo alla fine dei quindici giorni seguendo l'itinerario tracciato dal volo delle colombe, secondo una leggenda. "Si narra infatti che - scrive M. A. Di Leo in Feste popolari di Sicilia - il 30 giugno del 1413 i dignitari della chiesa maggiore e i senatori dell'università affidarono [l'itinerario] al volo di venticinque colombe, poste ai piedi della statua della Vergine che, una volta liberate, volarono per le strade della città indicando così anche l'itinerario processionale."
 
Hotel Alberghi dei Comuni della Provincia Enna

Copyright © Frezza.NET Communications P.I. 01413360676 - Tutti i diritti riservati