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Genova è il capoluogo della Liguria. Città dal glorioso passato, forte di antiche tradizioni, è definita - per antonomasia - la "Superba". E come tale la considerava il poeta Petrarca che, riferendosi ad essa, la definì "una città regale, addossata a una collina alpestre, superba per uomini e per mura, il cui solo aspetto la indica signora del mare". In anni remoti, Genova era conosciuta anche con il termine di "Dominante": repubblica marinara assieme ad Amalfi, Venezia e Pisa, fu tra le quattro, per diversi secoli, la più potente. Il 20 aprile 1814, a seguito della capitolazione di Parigi, Genova fu occupata dalla marina inglese che formò un Governo provvisorio; infine, fu annessa al Regno di Sardegna.

L'origine del nome di Genova è assai complessa e controversa: la leggenda vuole Genova derivare dal dio Giano bifronte, in latino Janus, il dio del passaggio. Gli antichi lo consideravano come introduttore della moneta nella società, Giano era protettore tutti i passaggi e fra di essi anche la porta di casa, o della città. Ciò è molto importante nella storia di Genova ed in epoca medievale questa tesi venne presa in tale considerazione che la città assunse il nome di Ianua in vece del latino Genua. Ciò trova un solido riscontro nel fatto che tutt'oggi Genova è porta fra l'Europa ed il Mediterraneo. Nella cattedrale di San Lorenzo esiste una sua immagine con la scritta Ianus Primus Rex Italiae. La teoria della "Porta" la si ritrova nell'importanza data alla porta a Genova, ogni portale veniva decorato e sullo stipite posto un bassorilievo, spesso raffigurante San Giorgio che uccide il drago o altre scene di santi. Esempio eclatante è la così detta Porta Soprana (da Superana), la principale porta d'accesso alla città sulla quale è incisa una magnifica iscrizione medievale nella quale "la Porta stessa" si fa interprete di Genova con le parole: † In nomine omnipotentis Dei, Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen. Sum munita viris, muris circumdata miris, et virtute mea pello procul hostica tela. Si pacem portas licet has tibi tangere portas, si bellum queres tristis victusque recedes. Auster et Occasus, Septemptrio novit et Ortus quantos bellorum superavi Ianua motus. In consulatu comunis Wilielmi Porci, Oberti Cancellarii, Iohannis Malaucelli et Wilielmi Lusii et placitorum Boiamundi de Odone, Bonivassalli de Castro, Wilielmi Stanconis, Wilielmi Cigale, :Nicole Roce et Oberti Recalcati. Marte mei populi fuit hactenus, Affrica mota post Asie partes et ab hinc Yspania tota; Almariam cepi Tortosamque subegi, septimus annus ab hac et erat bis quartus ab illa. Hoc ego munimen cum feci Ianua pridem undecies centeno cum tociensque quino anno post partum venerande Virginis almum. In consulatu comunis Wilielmi Lusii, Iohannis Maliaucelli, Oberti Cancellarii, Wilielmi Porci; de placitis Oberti Recalcati, Nicole Roce, Wilielmi Cigale, Wilielmi Stangoni, Bonivassalli de Castro et Boiamundi de Odone L'immagine ambivalente di Giano Bifronte, che guarda al passato e vede il futuro Genova la renderà sempre, nei suoi simboli - il Grifone ha la fierezza del leone e la nobiltà dell'aquila, vicino a Dio e forte in terra -, nella sua politica, nelle sue istituzioni, nelle sue tradizioni. Secondo altre versioni il nome ha presumibilmente una radice indo-europea (genu = ginocchio), od omòfona (tale cioè da indicare il mento). In entrambi questi ultimi casi si tratterebbe di un riferimento della posizione della città rispetto alla costa del Mar Ligure, le attuali riviere liguri oppure della morfologia del promontorio sul quale oggi si trova il quartiere del molo. Ai genovesi piace pensare il nome della loro città avvolto nel mistero e preferiscono lasciarlo lì a testimonianza dell'antichità della comunità genovese. È accettato dalla maggioranza dei linguisti che Genua e Genaua (Ginevra) siano varianti dello stesso nome (la posizione geografica di Ginevra, posta all'estremità del Lemano, ricorda non a caso quella di Genova). Il nome della città in dialetto ha subito una contrizione, in epoca moderna la città veniva chiamata Zenoa pronunciato in genovese Zenua (con la zeta dolce) ed oggi, invece, semplicemente Zena. E, sempre riguardo al nome di Genova va, poi fatta notare una particolarità: i santi protettori di Genova sono San Giovanni Battista - patrono ufficiale della città - e San Giorgio. Giano - Genova - Giovanni - Giorgio Italiano Ianus - Ianua - Ioannes - Ieorgius Latino ..... - Zena - Zane - Zòrzo (Zorzu) Genovese

Attualmente Genova è una moderna metropoli cosmopolita al centro di un processo di profonda trasformazione - anche urbanistica - e alla ricerca di una identità tra i fasti del passato e le sfide del terzo millennio, aperte in maniera anche drammatica con la riunione dei G8 nel luglio del 2001 che ha portato nella città centinaia di migliaia di contestatori no global. Una radicale trasformazione nella forma di regime (con la definitiva fine della storica Repubblica) si ebbe il 19 gennaio 1798 quando, con una sollevazione popolare, venne costituita la Repubblica ligure, riconosciuta dai francesi che avevano nel frattempo occupato la città; il 9 giugno 1805, poi, la nuova entità statuale venne annessa all'impero francese. Il nome di Genova è tutt'oggi legato a due settori in particolare: la nautica (incidentalmente va detto che il nome inglese della città corrisponde ad un tipo di vela, il Genoa appunto), e l'abbigliamento. La tela comunemente chiamata "jeans" proviene da un tipo di tessitura realizzata anticamente per confezionare le divise dei balestrieri genovesi che in epoca medievale erano l'unico corpo scelto organizzato d'Europa o per la copertura delle galee. Il tessuto blu, molto resistente ed economico veniva utilizzato dagli operai del porto, i così detti "camalli", come grembiule, un sorta di gonnello divenuto tipico della compagnia dei "Caravana". Il nome Jeans deriva dalla storpiatura inglese del termine francese Gênes, Genova appunto. Nel campo della moda Genova poi si distingue, seppur misconosciuta, come patria del "English stile" lo stile così chiamato, solo perché utilizza colori inglesi ma genovese; essa è considerata la città "più inglese" d'Italia, e ciò vale tanto nel'abbigliamento quanto nei modi degli abitanti.

Conosciuta anche all'estero per il pesto (salsa per condimento a base di basilico locale, pinoli, aglio, formaggio pecorino e olio di oliva), la "Superba" conta su un originale primato: quello di essere stata la "culla del calcio italiano". Qui fu infatti tenuta a battesimo nel 1893 la prima società calcistica, il Genoa, fondata dal medico inglese James Spensley. Ad essa si affianca l'altra squadra cittadina, la Sampdoria, a tenere alto il blasone cittadino in campo sportivo. Genova vanta anche un'altra importante primogenitura: quello di "patria" dei blue-jeans.

Capitale europea della cultura per il 2004 assieme alla città francese di Lille, Genova è sede di un'importante Università e dell'Accademia Ligustica di Belle Arti. Di notevole valore è il suo polo museale, articolato in diverse strutture e pinacoteche fra cui le gallerie di Palazzo Bianco, Palazzo Rosso e Palazzo Reale, il Palazzo del Principe, antica residenza di Andrea Doria, e il Palazzo Ducale. Il sistema museale è arricchito poi dal Museo del mare e della navigazione, al porto antico, e numerose altre realtà dislocate nelle varie delegazioni da Voltri a Nervi. Il Museo di Sant'Agostino e il Museo di Villa Croce ospitano antichi reperti medievali e qualificate mostre di pittura, mentre importanti manifestazioni culturali - fra cui esposizioni e concerti di musica - sono organizzate per buona parte dell'anno nelle ville Luxoro e Frugone, al Parco di Nervi. Un punto di riferimento per la cultura musicale cittadina è il Teatro Carlo Felice mentre nuovi spazi e nuove strutture sono stati recuperati o sono sorti recentemente per soddisfare la richiesta di musica pop da parte di un'utenza prettamente giovanile. Va ricordato che proprio a Genova naque uno fra i maggiori violinisti di tutti i tempi, Niccolò Paganini. La città di Genova è proprietaria, per lascito testamentario anche del suo famoso violino, un Guarnieri del Gesù, da Lui stesso chiamato "Il cannone". È conservato presso il comune assieme ad un altro violino copia del "cannone" fatto costruire da Paganini e regalato al suo unico allievo Camillo Sivori. È sede del LUG Genuense Linux User Group.

Genova si estende per circa 42 km. di costa, da Nervi a Voltri, affacciandosi sul Golfo di Genova e sul Mar Ligure con alle spalle i ripidi contrafforti dell'Appennino. Durante il periodo fascista, Genova conobbe un notevole sviluppo urbanistico: infatti nel 1926 i suoi confini vennero ridisegnati ed ampliati inglobando diversi comuni (ad ovest sino a Voltri, ad est sino a Nervi, a nord sino a Pontedecimo), raggiungendo una notevole estensione con la creazione della Grande Genova. Le delegazioni che fanno oggi parte del comune di Genova conservano la struttura di piccole città, con propri centri e periferie, culture e tradizioni. Cosi è, oltre che per Voltri, per Pegli, Sestri Ponente, Sampierdarena, Quarto dei Mille (da cui nel 1860 partì la storica spedizione verso la Sicilia guidata da Giuseppe Garibaldi) e Quinto al mare, Bolzaneto, Nervi e i quartieri collinari di Biscione e di Sant'Eusebio. Non è raro che i genovesi parlino della loro delegazione come se si trattasse di una città, usando la locuzione Andare a Genova per indicare l'intenzione di recarsi al centro città. Tale insieme di cittadine diverse, fuse in un'unica realtà urbana, rende - per molti versi - l'attuale città affascinante e unica. "Grande" in una regione "piccola", Genova non possiede un vero e proprio hinterland. Il retroterra naturale è quello della pianura e delle colline piemontesi, da cui provengono i numerosissimi genovesi che portano il diffusissimo cognome Parodi. Importante polo industriale fino agli anni Settanta, ha uno dei maggiori porti commerciali del bacino mediterraneo. Conta su importanti terminal per la movimentazione dei container (nel porto nuovo del sobborgo di Voltri), moderni attracchi per navi da crociera e traghetti al porto antico, rinomati cantieri per le costruzioni e le riparazioni navali. Il quartiere fieristico, situato al termine della strada sopraelevata (arteria realizzata negli anni Sessanta con una avveniristica progettazione lungo l'intero waterfront portuale), ospita annualmente, fra le molte altre rassegne, il Salone nautico internazionale.

Il centro storico di Genova è uno tra i più grandi d'Europa, e per molti aspetti anche uno fra i più decadenti a causa dell'incuria e del forte tasso di inquinamento, sebbene sia attualmente in corso una lenta ma importante opera di bonifica. La sua struttura urbanistica, nella parte più antica, articolata com'è in un dedalo di piazzette e stretti caruggi, unisce una dimensione medioevale a successivi interventi cinquecenteschi e barocchi (piazza San Matteo e la vecchia via Aurea, oggi via Garibaldi). Resti delle antiche mura secentesche sono visibili tuttora nei pressi della cattedrale di San Lorenzo, luogo di culto per eccellenza dei genovesi. Simboli della città sono la Lanterna (alta 117 m) antico e svettante faro visibile in distanza dal mare (oltre 30km), e la monumentale fontana - recentemente restaurata - di Piazza De Ferrari, cuore pulsante e vera e propria "agorà" cittadina. Meta turistica per eccellenza è anche l'antico borgo marinaro di Boccadasse, con le pittoresche barche multicolori, posto come a sigillo della elegante passeggiata che costeggia il Lido d'Albaro, e rinomato per i suoi famosi gelati. Genova è stata sede dei primi movimenti operai e sindacali del '900 e della cooperativa di lavoratori portuali dei camalli (o caravana). La sua economia e il suo mondo del lavoro hanno subito negli ultimi decenni notevoli mutamenti, passando da una connotazione prettamente industriale ad una più moderna basata sui servizi (terziario avanzato, turismo, commercio, ecc.). In questo senso vanno considerati i recenti recuperi di aree fortemente degradate nelle valli dei due principali torrenti cittadini, Bisagno e Polcevera.

La realizzazione dell'Acquario al porto antico, accanto alla "Marina" (il porticciolo turistico in grado di accogliere centinaia di imbarcazioni da diporto), insieme alla ristrutturazione dell'"Area dell'Expo" - coincisa con le "Celebrazioni colombiane" del 1992 - hanno via via restituito alla città l'antico orgoglio di un tempo. Un orgoglio che viene dalla consapevolezza - che i genovesi avvertono sempre più - di avere il centro storico più vasto (e degradato, aggiungono i più critici) d'Europa. Un centro storico che si dipana in una miriade di caruggi su cui - dall'alto della collina di Carignano, visibile quasi da ogni parte della città - si erge la rinascimentale Basilica di S.Maria Assunta. Di eguale importanza si sono rivelati il recupero del Palazzo Ducale - un tempo sede di dogi e senatori e ora luogo di eventi culturali - e la riedificazione del Teatro Carlo Felice, praticamente distrutto dai bombardamenti del secondo conflitto mondiale che risparmiarono solo il pronao neoclassico dell'architetto Carlo Barabino. Altro monumento di rilevante importanza è il Cimitero monumentale di Staglieno, nel quale riposano le spoglie di molti personaggi noti, fra i quali Giuseppe Mazzini. Molti ritengono che Genova possieda il più alto grattacielo d'Italia, quello detto "Torre Piacentini" (dal nome del progettista) alto 132 mt., ma tale dato si intende sul livello del mare e la reale altezza dell'edificio (il più alto d'Italia fra il 1940 e il 1954) è di 108 mt.

Si può dire, da qualche decennio a questa parte, che Genova sia diventata la capitale dell'architettura moderna italiana, se non europea. Questo si deve all'architetto Renzo Piano che dalla fine degli anni '60 progetta e ristruttura nelle più belle città del mondo magnifici esempi di una architettura moderna e quanto mai delicata, usando tutti i materiali da costruzione (prediligendo il vetro) come se fossero versi poetici. Il pubblico ha imparato a conocere Renzo Piano dal 1992, quando Genova accolse per le Celebrazioni Colombiane i visitatori nel Porto Antico, con il bellissimo "Bigo" (simbolo dell'attività portuale genovese) e la risistemazione dell'area da parte dell'architetto, che negli ultimi anni ha progettato per la Superba anche le stazioni della metropolitana e arricchito il porto antico della bellissima sfera in metallo e vetro installata nelle acque del porto, non lontano dall'Acquario. Sempre nelle colline di Genova Renzo Piano progetta e costruisce Punta Nave, sede del Renzo Piano Building Workshop in collaborazione con l'UNESCO. Soprattutto per chi si reca a Genova solo per spostarsi in Sardegna, è visibile nelle vicinanze del porto Antico il "Matitone", controverso quanto singolare grattacielo a forma di lapis, oggi sede anche di parte dell'amministrazione comunale e di numerose aziende.

Dante non fu certo benevolo verso questa città, pure tanto ammirata ed amata da molti illustri viaggiatori, tanto che finì per mandare i suoi abitanti all'Inferno. Qui, esattamente, al trentatreesimo canto del primo libro della sua Comedia, il sommo poeta lancia un'invettiva che sembra non lasciare scampo: Ahi genovesi, uomini diversi d'ogne costume e pien d'ogne magagna, perché non siete voi del mondo spersi? Eppure sono molti i personaggi storici ai quali la città vanta di aver dato i natali; fra essi sono da ricordare - oltre ai celebri dogi, ammiragli, esploratori e navigatori (su tutti Andrea Doria e Cristoforo Colombo) - i patrioti Goffredo Mameli, autore dell'inno nazionale italiano, Giuseppe Mazzini e Giovan Battista Perasso (il balilla icona dell'orgoglio cittadino); fra gli artisti, il violinista Nicolò Paganini e i pittori Bernardo Castello, Rubaldo Merello e Luca Cambiaso, iniziatore della scuola genovese. La città ha avuto anche un proprio cantore (o meglio, un cronista ante litteram) nella persona del Caffaro, con i suoi Annali diventati vera e propria memoria storica di una fase storica irripetibile che ha fatto di Genova una città unica. Sempre nell'ambito dello spettacolo, sono da ricordare l'attore teatrale Gilberto Govi, che ha portato il repertorio dialettale genovese in tutto il mondo, e il pittore-scenografo Emanuele Luzzati.

Ricca di arte, fascino e di una sottile malia, Genova è stata cantata, come si diceva, da illustri viaggiatori. Questo influsso non poteva risparmiare neanche i moderni cantautori che, al di qua e al di là dell'Appennino, hanno fondato una vera e propria scuola (con alcune punte di diamante come Fabrizio De André, Umberto Bindi, Bruno Lauzi, Gino Paoli, Ivano Fossati, ecc.); agli occhi di chi proviene da fuori città - stando alle parole dense di visionaria poeticità di Paolo Conte - Genova può essere considerata, semplicemente, "un'idea come un'altra ...".

Mediterraneo ma con influssi atlantici, il clima di Genova si caratterizza per la notevole piovosità annua, ovunque superiore ai 1000 mm ma con forti differenze a seconda dei quartieri, e per una differenza termica diurna assai limitata, che nei quartieri che si affacciano sul mare si attesta attorno ai 6°C in tutte le stagioni. Gli inverni sono caratterizzati da temperature generalmente miti lungo la fascia litoranea, comprese a gennaio tra i +5°C di media minima e i +11°C di media massima, eccetto i giorni in cui soffia la cosiddetta "tramontana scura", vento freddo che si incunea dalla Pianura Padana lungo i bassi valichi dei monti alle spalle della città, per catapultarsi a gran velocità verso le vallate genovesi. La zona dell'estremo levante cittadino, da Quarto a Nervi, è immune dall'effetto di tale vento. In estate prevalgono le brezze di mare, che mitigano fortemente la calura specialmente nella prima parte della stagione quando il mare è ancora relativamente freddo. Le temperature medie di luglio oscillano tra i +21°C della minima notturna e i +27.5°C della massima diurna. Le piogge sono presenti durante tutti i dodici mesi dell'anno, più rare e prevalentemente a carattere temporalesco durante i mesi estivi, raggiungono l'apice della frequenza e dell'intensità tra settembre e dicembre, quando scende di latitudine il flusso delle correnti perturbate atlantiche. La città a causa dell'esposizione ai venti umidi da sud che impattano contro i contrafforti montuosi alle sue spalle, è soggetta non di rado a violentissime precipitazioni concentrate in poche ore. Nel settembre del 1970 a Bolzaneto, quartiere della periferia di nord ovest in Val Polcevera, caddero ben 970 mm di pioggia in sole 24 ore, pari a circa l'80% della precipitazione media annua. Non sono rarissime le nevicate invernali. Si presentano con una discreta frequenza, di solito più di una volta l'anno, soprattutto nei quartieri collinari o in quelli più interni delle valli Polcevera e Bisagno, ma non mancano di imbiancare talvolta, anche solo per poche ore, la fascia litoranea ed il centro cittadino.

Genova è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia: * 1992 (24 maggio): cronoprologo, vinto dal francese Thierry Marie * 2000 (31 maggio): 17^ tappa, vinta dallo spagnolo Alvaro Gonzalez de Galdeano * 2004 (8 maggio): cronoprologo, vinto dall'australiano Bradley McGee Le squadre di calcio cittadine sono il Genoa C.F.C. (la più antica società calcistica italiana) e la U.C. Sampdoria. Il principale impianto sportivo della città è lo stadio di Marassi intitolato a Luigi Ferraris. Situato in Via del Piano, è lo storico campo di calcio edificato in riva al torrente Bisagno negli anni Trenta e riedificato in occasione dei Campionati mondiali di calcio di Italia '90.

Per circa otto secoli Genova fu governata come una repubblica che comprendeva l'intera Liguria, la Corsica (poi ceduta alla Francia nel 1768), parte del basso Piemonte e l'isola di Capraia. Per circa cinque secoli fiorirono in tutto il mediterraneo i possedimenti genovesi, ora con carattere di empori o basi commerciali, ora vere e proprie colonie, dipendenti direttamente dalla Repubblica, dal Banco di San Giorgio o da privati cittadini.

Le prime basi del colonialismo genovese furono poste con le crociate durante le quali gli interessi, dal limitato orizzonte della riviera, si spostarono ad oriente. I più celebri e ricchi possedimenti furono Tel Aviv (Giaffa), Gibello, Cesarea, San Giovanni d'Acri in Terra Santa. Fu determinate l'aiuto offerto dai genovesi per la conquista di numerose città della terra Santa, prima fra tutte Gerusalemme, dove il capitano ed ammiraglio Guglielmo Embriaco, giunse con truppe fresche e rifornimenti in un momento di grande sconforto. Ideate e costruite con le navi smontate innovative e geniali armi d'assedio fra le quali la torre mobile, per dare manforte all'esercito cristiano si arrampicò da solo sulle mura della città incitando i soldati cristiani a fare altrettanto. Addirittura Baldovino, re di Gerusalemme, succeduto al Fratello, Goffredo di Buglione, fece incidere sull'architrave della chiesa del Santo Sepolcro, a caratteri d'oro, la scritta "Præpotens Genuensium præsidium", cancellata alcuni anni dopo da un suo sucessore. In questo periodo Genova impose, con abili azioni diplomatiche e militari, il riconoscimento del proprio status di libero comune all'imperatore Federico Barbarossa, realizzando per precauzione in tempi brevissimi una cerchia imponente di mura. La spesso sleale concorrenza di pisani e veneziani e la rivincita musulmana posero termine ai domini in medioriente ed alle vivaci e ricchissime colonie là create, per primi, dai Genovesi. Tale era comunque la potenza genovese sul Mediterraneo che proprio dalle navi genovesi gli inglesi trassero al loro bandiera, usata dai convolgi di sua maestà per navigarvi in sicurezza, per concessione del Doge e sotto pagamento di una ammenda.

Seguirono alla fortunata epopea mediorientale le basi genovesi nell'occidente limitrofo e nel vicino oriente. Aigues Mortes (Francia), principale porto francese, di fatto proprietà di Guglielmo Boccanegra, nonno del più celebre Simone e grande amico di Luigi IX il Santo re di Francia, il quale affidò al genovese la fortificazione della città, opera che tutt'oggi si può ammirare nella sua bellezza ed imponenza; nelle isole spagnole sottratte agli arabi e nella Spagna continentale i genovesi posero le basi di un commercio secolare, con basi nelle grandi città riconquistate dai legittimi proprietari spagnoli. In seguito alla definitiva vittoria su Pisa nel 1284 presso le secche della Meloria il grifo genovese pose gli artigli su tutta la Corsica e nel Logudoro nel Nord della Sardegna. Un altro importante episodio bellico avvenuto nel 1261 schiuse ai genovesi le porte del Mar Nero e dell'Egeo; in seguito al trattato di Ninfeo stipulato con l'imperatore bizantino Michele VIII Paleologo che prevedeva un intervento navale genovese nelle acque di Costantinopoli per ripristinare il legittimo imperatore, in esilio a causa della IV crociata condotta dai veneziani nel 1204 per impadronirsi dell'impero d'Oriente e controllarne così i commerci. Il comune ottenne immensi privilegi, oltre al monopolio degli "stretti", indispensabile per controllare i commerci nel Mar Nero, che fu definito "lago genovese". Furono tante le opere realizzate dagli uomini della Superba (o Dominante come era definita allora Genova) su quelle coste che in epoce recenti, anche opere realizzate dopo il periodo del dominio genovese venivano spesso attribuite a loro, i possedimenti e la presenza ligure in quel periodo arrivava fino ai più estremi confini orientali, addirittura in Iran ed Iraq. Poterono così fiorire e cresce oltre alle colonie di Famagosta e dell'isola di Cipro; il quartiere di Galata ad Istanbul nel quale si conserva ancora la torre del Cristo, ultimo baluardo della cristainità contro l'invasione turca; i possedimenti di Azov (La Tana), Trebisonda, Sevastopoli, Teodosia (Caffa), Belgorod nel Mar Nero; le isole di Lesvos, Chios, Creta e Rodi nel Mar Egeo, Smirne, Efeso e Focea (che garantiva il monopolio sull'allume) sulle coste della Turchia. Un secolo di congiure, lotte interne e dominazioni straniere fiaccarono la repubblica che seppe però generare il primo istituto di credito moderno al mondo, il Banco di San Giorgio, al quale venivano spesso affidati i domini d'oltremare e che divenne, in pratica, uno stato nello stato, anzi il vero stato dal quale Genova sarebbe risorta. La conquista turca di Costantinopoli diede un'altro scrollone alla politica estera della Superba, seppure molte colonie reggevano sotto la guida di consorzi familiari chiamati Maone e che sarebbero andati avanti per circa altri due secoli. Gli interessi di Genova però erano destinati a cambiare e la svolta definitiva la diede Andrea Doria con la sua politica filospagnola.

Col cambiare dell'assetto geopolitico nel Mediterraneo quindi gli interessi dei genovesi si spostarono e materializzarono con basi e possedimenti nel settore occidentale del Mare Nostrum ed in Europa (ove comunque operavano già da tempo), come a Marsiglia (subentrata ad Aigues Mortes), Barcellona, Siviglia - dopo la scoperta dell'America si diceva "l'oro nasce in America, muore a Siviglia e viene seppellito a Genova" -. A Gibilterra l'elenco telefonico vede tutt'oggi dominare cognomi genovesi, colonie genovesi continuarono ad operare a Tabarka al largo delle coste della Tunisia ed i convogli della Repubblica continuarono e potenziarono i loro collegamenti con gli stati del Nord Europa. In Sicilia e nel sud Italia molti genovesi finanziatori della corona spagnola ricevevano feudi in pegno o come risarcimento, ne sono esempio Lercara Friddi (della famiglia Lercari) o il ducato di Tursi ed il principato di Melfi, dei Doria. Perfino a Roma il porto di Ripa Grande era gestito dai genovesi, con un quartiere (Trastevere) interamente occupato dai marinai liguri per i quali fu costruito anche un ricovero, gestito dalla Confraternita di san Giovanni Battista dei Genovesi oppure dove famiglie come i Doria od i Giustiniani decisero di stabilire le proprie dimore; Matteo e Vincenzo Giustiniani erano due fratelli che grazie al loro mecenatismo divennero i più grandi collezionisti di Roma, il loro palazzo è oggi sede del Senato della Repubblica. Così come pure a Milano ove ancora oggi si trovano palazzo Spinola e Palazzo Marino (sede del comune). Nel Nord Europa vennero poste basi finanziarie e commerciali in tutte le sedi delle principali fiere e in alcune città della lega anseatica, a Bruges esiste ancora oggi la "Genoese Lodge".

L'epopea coloniale genovese si manifestò comunque nei secoli anche attraverso le esplorazioni, eseguite per conto della repubblica o pesso per altri sovrani, fu così che i fratelli Vivaldi si avventurarono nel 1291 a sud delle colonne d'Ercole e non fecero più ritorno, Lanzerotto Malocello scoprì le Canarie (1310-1339 ca), Antonio da Noli le isole di Capo verde (1460-1462) e Antonio Malfante attarversò per primo il Sahara nel XV secolo, il più celebre fu poi Cristoforo Colombo, genovese che scoprì il "nuevo mundo" come lui stesso ad un certo punto lo definì.

In Europa e nel mondo i rapporti continuarono con le varie corti e dinastie. I Deferrari, cui è dedicata la piazza principale di Genova, furono proprietari dell'Hotel Matignon, attuale residenza presidenziale francese, fondarono il credito francese e fnanziarono la costruzione delle ferrovie di mezza Europa. Edoardo Chiossone fondò e diresse l'Officina Carte e Valori del Ministero delle Finanze Giapponese, su invito del governo stesso, dopo aver lavorato come incisore a Firenze presso la banca del regno nella seconda metà dell'ottocento. Genova era una repubblica sulla quale - considerata la posizione strategica di porta sull'Europa - molti governi limitrofi hanno posto via via gli occhi. La spuntò il regno di Sardegna, a causa del quale la città conobbe una grave crisi, poiché da molti secoli ormai Genova aveva basato la propria esistenza sulla neutralità e sugli affari, mentre la nuova dinastia amava la guerra e le tasse. Molti genovesi emigraono nel nuovo continente ma non (o non solo) per disperazione come si vuol far credere, soprattutto per affari, come sempre, ed infatti è ad opera dei genovesi che è nato il quartiere (barrìo) di "La Boca", a Buenos Aires in Argentina così come furono le maestranze genovesi a fondare il porto di Valparaiso in Cile, il più grande porto del Sud America, tappa obbligata prima dell'apertura di Panama, e la ferrovia che collega le due città è ancora opera dei migranti liguri. Fu un oriundo genovese, Amadeo Peter Giannini a fondare la Bank of America. Oggi molti liguri e genovesi e loro discendenti occupano cariche importanti in tutti gli stati dove essi o i loro antenati sono emigrati. Una piccola curiosità, Andrea María Noceti Gómez divenne è stata insignita del titolo di Colombia 2001.

Il periodo forse più glorioso per Genova fu quello in cui essa fu una Repubblica. Dalla fine dell'XI secolo alla fine del XVIII essa fu infatti governata da consoli scelti tra i cittadini più influenti (prelati, nobili, mercanti, armatori). Grazie a tale forma di governo - che garantiva gli interessi dei ceti economicamente più forti - Genova fu in grado di distinguersi nella prima crociata (1096-1099) ciosì da gettare le basi dell'espansione coloniale in Oriente e segnare l'inizio dello scontro secolare con Pisa e con Venezia per il controllo del Mar Mediterraneo. Alla crescente potenza della repubblica genovese fu sempre di grave ostacolo la discordia tra le famiglie che formavano l'aristocrazia consolare. Neppure la sostituzione del regime consolare con la carica di podestà e la fine degli ordinamenti comunali (1191) riuscì ad arginare le lotte intestine. Ai lunghi periodi in cui prevalse il partito guelfo, che aveva i suoi rappresentanti nei Doria, negli Spinola e nei Fieschi, seguirono le fasi in cui Genova fu governata dal partito popolare, rappresentato dai Boccanegra. Tali lotte indebolirono Genova determinando la graduale perdita delle colonie nel Mediterraneo e privando la città della sua autonomia. Dalla metà del 1300, i duchi di Milano e i re di Francia si contesero il controllo della città e del suo porto, senza che i genovesi, in preda ad una profonda crisi istituzionale, riuscissero a opporre una valida resistenza. Dopo essere stata oggetto di lunghi e sanguinosi scontri nella guerra tra Francia e Spagna per il controllo dell'Italia, nel Cinquecento l'ammiraglio Andrea Doria (1466-1560) liberò la città,dopo aver stretto un patto di non belligeranza con l'imperatore Carlo V, Doria scacciò i francesi dalla città, rifiutandosi però di assumerne il governo. Al fine di liberarla dalle sterili lotte di parte, egli nominò invece una giunta di riformatori che diede alla rinnovata repubblica quella costituzione che si conservò con poche varianti fino al 1797.
 
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