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Gorizia (friulano "Gurìze", sloveno Gorica, tedesco Görz) è un comune capoluogo dell'omonima provincia, posto sul confine italo-sloveno. Il nome di Gorizia deriva dallo sloveno "gora", come diminutivo, significa "piccolo monte".

Il nome di Gorizia compare per la prima volta nell'anno 1001, in un documento dell'imperatore Ottone III con cui egli donava il castello di Salcano e la villa Goritia situata ai piedi del castello, al patriarca di Aquileia e agli Eppstein, conti del Friuli "medietatem predii Solikano et Gorza nuncupatum" e, successivamente, ricordata nel 1015 "medietatem unius ville que slavonica ville que slavica lingua vocatur Goriza". Agli Eppstein succedono i conti palatini di Baviera. Nel 1500 la città passa a Massimiliano I d'Asburgo. La città farà parte dei domini asburgici (Stato del Litorale/Kustenland) come capitale della Contea di Gorizia, e come capoluogo della provincia austriaca della Contea di Gorizia e Gradisca (1815-1918), con due brevi interruzioni: l'occupazione veneziana del 1508-1509 e l'inclusione nelle Province Illiriche napoleoniche. Gorizia fu conquistata dagli Italiani nel 1916 e riconquistata, definitivamente, nel 1918; venne inclusa, provvisoriamente, nel Governatorato della Venezia Giulia (1918-1919); quindi dopo l'annessione (1919) fu, prima annessa al Veneto e inclusa nella provincia di Udine, successivamente, annessa alla Venezia Giulia ed eretta a capoluogo di provincia (1927) con giurisdizione sul Friuli orientale (a eccezione della Bisiacaria e di Grado unite a Trieste e del distretto di Aquileia unito a Udine). Per un breve periodo (1943-1945) fu sotto amministrazione tedesca (di fatto un'annessione) e inclusa nel Governatorato dell'Adriatisches Kunstenland, dopo una breve amministrazione anglo-americana ritornò sotto amministrazione italiana (1947). La parte della Città e del Comune situati a oriente della linea ferroviaria furono ceduti alla Jugoslavia. Attualmente è attraversata dal confine sloveno. In territorio sloveno si trova la moderna città di Nova Gorica.

Ogni anno si svolge a Gorizia il concorso internazionale di canto corale "C.A. Seghizzi" in cui decine di cori di altissimo livello e provenienti da ogni parte del mondo, si confrontano suddivisi in varie categorie.

Gorizia conta circa 37.000 abitanti; è posta a 84 m s.l.m., alla confluenza delle due naturali vie di comunicazione tra oriente e occidente, le Valli dell' Isonzo e del Vipacco, importante luogo di transito già in tempi remoti. L' Isonzo è il fiume che bagna la città riversandosi nella pianura circondata dalle dolci colline del Collio note per la coltivazione della vite e la produzione quindi di ottimi vini. Gorizia è riparata a nord dai monti e non risente dei freddi venti settentrionali ma, trovandosi quasi allo sbocco dei valichi prealpini e carsici, è soggetta alla bora che soffia da est. Aperta verso la pianura, anche i venti freschi e umidi provenienti da sud-ovest influenzano il suo clima piuttosto mite.

Il primo cenno storico su Gorizia risale al 1001 ed è un documento in cui l'imperatore germanico Ottone III faceva dono al Patriarca di Aquileia di metà del villaggio chiamato Gorizia. La posizione strategica di quella villa crebbe rapidamente di importanza e ne favorì lo sviluppo consigliando la rapida fortificazione del colle da cui si domina la piana dell'Isonzo, colle sul quale sorge il maestoso Castello, monumento simbolo detta città. Dopo la famiglia degli Eppenstein, la città e un sempre più vasto territorio circostante che copriva l'arco alpino orientale fu sottoposta al dominio dei Conti di Gorizia e del Tirolo, nobili che nel XIII secolo avevano scelto il Castello di Bruck presso la città di Lienz quale loro residenza. La figura più affascinante tra i principi tedeschi fu Enrico II: alle sue ambizioni servì senz'altro il matrimonio con Beatrice, figlia del signore di Treviso Gherardo da Camino. Enrico Il coltivò un disegno di organica espansione della contea verso ovest: dopo diverse vittoriose battaglie il Conte divenne anche Signore di Treviso e Conegliano facendo della Contea di Gorizia una potenza regionale dalle originali caratteristiche alpino-mediterranee. Dopo la misteriosa morte di Enrico avvenuta durante un banchetto, la Contea entrò in una fase di lento e inarrestabile declino: fu Leonardo l'ultimo Conte, quel Leonardo che nel 1478 aveva sposato Paola Gonzaga ma che non ebbe eredi estinguendo così la casata dei Conti di Gorizia. Era il 1500: il territorio passò poi sotto il dominio diretto degli Asburgo, avviando una lotta tra gli imperatori d'Austria e Venezia che sarebbe durata per secoli. Un'entità politico-amministrativa che era durata cinquecento anni spariva dalla carta geografica: restavano memorie e testimonianze di un potere che era servito da trait d'union per quattro secoli tra il mondo adriatico e quello alpino, la Pianura Padana e l'area danubiana.

La città sorge in una conca a piedi delle Prealpi Giulie, aperta ad ovest dove si congiunge con la pianura friulana: le fanno cornice le alture del Sabotino, del Montesanto e del San Gabriele, il Calvario e il Colle d'Oslavia, il San Marco e il Carso: nomi che rimandano alle sanguinose battaglie della Prima Guerra che videro Gorizia riunificata all'Italia nel 1918. La città è stata storicamente segnata dal secondo conflitto mondiale che ne ha ridefinito l'estensione a 41 Kmq tagliando in due l'agglomerato urbano. Oggi la città per quel confine e per la sua posizione è il naturale centro di nuovi sistemi geopolitici che guardano ai Paesi dell'Est, ad altre culture e nuovi mercati. Gorizia è del resto una città che ha sempre visto convivere numerose comunità che hanno lasciato tracce evidenti nell'arte, nell'architettura, nella letteratura, nella musica. Città cosmopolita, Gorizia è stata nei secoli punto d'incontro tra la cultura italiana, slava e germanica.

Ricco di fascino, il Castello sorge tra le mura dell'antico borgo, quello che le fonti medievali citano come terra superiore, in cui si svolgevano le funzioni amministrative e giudiziarie della Contea. Il maniero che oggi è possibile visitare cambiò più volte aspetto nel corso della sua lunga storia: durante la Prima Guerra mondiale fu semidistrutto e ricostruito negli Anni Trenta tenendo conto di antiche documentazioni ed elementi architettonici medievali, restituendo così all'edificio la pianta pentagonale e l'aspetto complessivo che lo caratterizzavano nel XVI secolo. Il cuore del Castello è la bella Corte dei Lanzi, nella quale rimangono ancora evidenti le fondamenta dell'alta torre centrale che fu demolita nel corso del Cinquecento perché troppo vulnerabile alle artiglierie. Da qui sono visibili il duecentesco Palazzetto dei Conti e il Palazzo degli Stati Provinciali risalente al XV secolo mentre del XVI-XVII secolo è il cosiddetto Palazzetto Veneto che raccorda i due corpi principali. I Lanzi, ovvero le guardie armate, prestavano servizio proprio nel punto in cui il cortile si restringe, a settentrione accanto alla Porta detta di Salcano. Il Castello di Gorizia si presenta quale affascinante dimora di principi: al piano terra trovano posto la piccola sala da pranzo e la cucina arredate con tavoli e credenze d'epoca completi di stoviglie tardomedievali; caratteristico il focolare con i tipici elementi in ferro battuto. Sempre al piano terra il suggestivo ambiente delle Carceri. Al piano nobile si trovano la Sala del Conte, oggi adibita a convegni ed incontri e il Salone degli Stati Provinciali, certamente il più suggestivo ambiente del Castello. Questa grande sala, sulla quale si affaccia un grazioso ballatoio in legno e che conserva ancora tracce di preziosi affreschi e uno spettacolare soffitto a cassettoni, ospita importanti mostre temporanee. Al secondo piano del Palazzetto dei Conti, oltre alla raccolta cappella palatina dedicata a San Bartolomeo nella quale sono conservate importanti tele di scuola veneta e tracce di affreschi cinquecenteschi, si trova il cosiddetto Granaio, interessante sala didattica di questo Museo del medioevo goriziano completa di modernissime stazioni multimediali interattive. E' percorrendo il Cammino di Ronda che si può ammirare un panorama unico per la sua bellezza.

All'interno del Borgo sorge la trecentesca chiesetta di Santo Spirito e nelle vicinanze il bell'edificio seicentesco dei conti Formentini ora, assieme alle case Donrberg e Tasso, sede dei Musei Provinciali che presentano ricche collezioni artistiche e l'interessante Museo della Guerra, con le testimonianze del primo conflitto mondiale. Uscendo dal borgo, si trova il Duomo di Gorizia che come molte altre chiese della città e dei dintorni è andato in gran parte distrutto nella guerra 1915-18, poi ricostruito mantenendo la forma originaria. La chiesa primitiva fu ampliata e ricostruita nel 1682: nella decorazione barocca di splendidi stucchi, nella distribuzione degli spazi e negli stessi arredi sacri è evidente un'impronta artistica nordica. Perduti gli affreschi di Giulio Quaglio rimangono i ricchi altari settecenteschi di Giovanni e Leonardo Pacassi nonché preziose pale d'altare. In fondo alla navata una cappella gotica originariamente dedicata a San Acazio è annessa al Duomo. La chiesa più importante detta città è però Sant'Ignazio: la sua facciata, caratterizzata dai campanili a cipolla tipici delle chiese del centroeuropa, è splendido fondale della piazza Vittoria. La costruzione della chiesa ebbe inizio nel 1654 per volere dei Padri Gesuiti; l'interno è a navata unica sulla quale si affacciano le cappelle laterali. Preziosi lavori scultorei sono gli altari e, da notare nel presbiterio, il grande affresco con la Gloria di Sant' Ignazio dipinto da Christoph Tausch nel 1721. Risalendo la via Carducci, antica via dei Signori, si giunge in piazza De Amicis dove si trova uno dei palazzi più sfarzosi del capoluogo isontino, il Palazzo Attems Petzenstein costruito su progetto di quel Nicolò Pacassi che aveva costruito per Maria Teresa d'Austria l'imperiale residenza viennese di Schonbrunn. Lo stesso Pacassi è autore dello splendido scalone di un altro importante palazzo signorile cittadino che oggi ospita il Comune. La Sinagoga, oggi Museo didattico de "La piccola Gerusalemme sull'Isonzo", è il cuore dell'antico ghetto goriziano, luogo che ospitava una comunità ebraica che, all'inizio del secolo, aveva in Carl Michelstaedter il suo più importante filosofo e poeta. Molte altre chiese e palazzi goriziani sono degni di nota: dalla chiesa di San Rocco a quella dei Cappuccini.Dal palazzo Cobenzl (oggi sede dell'Arcivescovado) alla dimora dei conti Lantieri che ospitò papi ed imperatori; e ancora un vero gioiello cittadino: il Palazzo Coronini Cronberg sede dell'omonima Fondazione, aperto al pubblico a mostrare i preziosi tesori raccolti dalla nobile casata goriziana. Ma Gorizia crebbe e sviluppò significativamente nel secondo Ottocento quando per il clima mite e per il suo connaturarsi quale stazione di soggiorno per i funzionari austriaci diventò "la Nizza austriaca". Molte le ville in stile eclettico che si affacciano sui corsi Italia e Verdi, splendidi e curati i giardini privati e pubblici di una città che ha saputo mantenere la sua caratteristica di città giardino.

Fitto il calendario delle manifestazioni che si svolgono a Gorizia durante l'anno. Ogni domenica del mese, uno degli angoli più suggestivi della città, piazza Tommaseo, si anima grazie al mercatino dell'antiquariato denominato '"La soffitta in Piazzutta". Il Carnevale vivacizza le vie cittadine con spettacoli di strada, corsi mascherati e balli per bambini. Da giugno a settembre si svolge la rassegna "Gorizia Armonica", contenitore di diversi eventi espositivi che si svolgono nella splendida cornice del Castello, di momenti musicali quali gli appuntamenti con la musica medievale, la rassegna di musica etnica "Folkest", i concerti di musica classica di "Gorizia Galante" a cura dell'istituto musicale Fondazione "Città di Gorizia", il Concorso internazionale di canto cameristico per voce sola "Seghizzi" e quello di violino "Lipizer". Tra giugno e luglio il Teatro Tenda del Castello ospita il Festival di teatro amatoriale e, a seguire, la rassegna cinematografica "Premio Sergio Amidei" dedicata alla sceneggiatura. Gorizia propone a settembre il "Puppet festival", festival di teatro d'animazione e di figura e il Festival mondiale del folklore che porta in città gruppi folcloristici e musicali provenienti da tutto il mondo. La fine dell'anno è animata dagli appuntamenti del "Dicembre goriziano": quelli musicali con concerti nelle più caratteristiche chiese cittadine; quelli teatrali dei "Delitti in Osteria" manifestazione itinerante nelle osterie e locande goriziane; con i mercatini di Natale e la storica fiera di Sant' Andrea. E' la riscoperta dette tradizioni culinarie l'obiettivo dell'iniziativa "Gorizia a tavola" che riunisce e presenta i ristoranti, le trattorie e le osterie tipiche cittadine che offrono specialità locali. Gorizia possiede un tesoro di ricettari antichi che permettono di riproporre pietanze tipiche che uniscono in un insieme di grande originalità sapori e gusti della cucina friulana, slovena, austriaca. Una cucina che si sposa con i vini delle zone Doc della provincia isontina, del Collio goriziano, dell'Isonzo, del Carso la cui fama e prestigio sono consolidati in tutto il mondo.
 
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