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Isernia è un comune della provincia di Isernia. Il comune è noto anche per essere stato teatro, nei primi anni dell'unità d'Italia di una strage perpretata da parte delle truppe piemontesi di occupazione sulla popolazione inerme. Stragi simili avvennero anche a Pontelandolfo, Casalduni, Pizzoli, Scurcola Marsicana, Montefalcione e tanti altri luoghi. Isernia è sede vescovile.

E’ situata a 423 metri sopra il livello del mare ed ha 21.094 abitanti. La parte antica della città è allungata e stretta su uno sperone di travertino tra i valloni del Carpino e del Sordo, tributari del Volturno. Più a monte si è sviluppata la città moderna che cresce anche per la sua funzione di secondo capoluogo provinciale molisano dal 1970. In un millennio fu distrutta quattro volte da terremoti e una volta dai bombardamenti del settembre 1943. Il nome “Aesernia”, città dei Sanniti Pentri, ha qualcosa di sacro per il vocabolo che contiene: AISER cioè DIO.

Al centro della penisola, lsernia è situata in una zona amena e ricca di storia, quella che l'Homo Aeserniensis scelse a sua dimora circa un milione di anni fa. Le fanno corona i 52 comuni della sua provincia, la Pentria, tesi in un unico sforzo di conservazione dell'antico con la proiezione verso un avvenire di progresso, all'insegna costante di una autoctona civiltà che ben la individualizza. Qui ebbe luogo il primo passo differenziale tra l'homo erectus e l'homo sapiens; la prima forma di urbanizzazione, la prima bonifica dell'ambiente, il primo uso del fuoco, il primo impiego del colore ad uso estetico. Le migliaia di reperti paleolitici conservati in maniera perfetta segnano il primo capitolo della storia dell'uomo sociale. Qui l'Homo Aesemiensis, l'Uomo di lsernia, visse la sua avventura un milione di anni addietro.

Da tutto il mondo vengono a visitare il "villaggio" dell'Uomo e la raccolta dei suoi eccezionali reperti. Centinaia e centinaia di migliaia di anni si succedono, avvolti nel silenzio dell'ignoto. Torna a fare storia lsernia con le popolazioni così dette "pelasgiche", 4 mila anni a.C., di cui restano tracce con le mura ciclopiche, ancora affioranti in varie parti della città, e quindi con i Sanniti. lsernia fu capitale del Sannio Pentro e sconfisse Roma alle forche Caudine, ma venne a sua volta debellata da Silla. Fu municipio e sede di legione all'epoca romana. Conservò rango di capoluogo nel succedersi delle varie dominazioni. Diocesi dai primordi del Cristianesimo, fu suo primo vescovo San Poltino, discepolo di San Pietro Apostolo. Nella sua lunga storia fu distrutta dodici volte. L'ultima il 10 settembre 1943 da un infernale bombardamento aereo, che causò 4000 vittime. Per il suo sacrificio fu decorata Medaglia d'Oro al valore. Il 3 marzo 1970 fu elevata a capoluogo di provincia e da allora riprese l'ascesa in ogni settore.


Isernia ha una storia alle spalle antichissima; circa un milione di anni a.C. vi dimorava l’Homo Aeserniensis. Dal paleolitico, ai miti arcaici della storia: il territorio è stato segnato dalla civiltà dei Sanniti Pentri, grande e fiero popolo che a lungo si oppose alla dominazione romana, soccombendo soltanto in seguito alla crisi determinata dalle guerre sociali. Si formò così la regione romana del Samnium della cui identità culturale ne sono testimonianza i molti documenti archeologici (da Altilia - Sepino a Boiano, da Isernia a Pietrabbondante, a Venafro, a Trivento, ...). La complessità della storia ha attraversato questa splendida terra con i lasciti di varie civiltà. Dal periodo longobardo, durato due secoli, emergono per splendore le vestigia di quella che fu la grande abbazia di S. Vincenzo, importante centro culturale che sorgeva, con le sue otto chiese decorate con affreschi e mosaici, nella quiete della valle del Volturno: un tremendo massacro, ad opera dei saraceni, pose fine alla vita operosa di circa mille monaci. Alla distruzione sopravvisse la cappella cripta dell’abate Epifanio, tangibile e raffinata testimonianza della lunga presenza dei Benedettini in terra molisana (703-1450).

Dal secolo XIII la storia di questa terra si fonde con quella del Regno di Napoli: la fierezza di questo popolo antico contribuì alla grande onda di libertà portata dai moti del 1799, ma non è stata mai dimentica della frugale religiosità, propria di luoghi che hanno dato i natali a Pietro Angeleri da Morrone, nato ad Isernia e divenuto papa Celestino V. Le valli, i monti e le colline del paesaggio molisano si sono arricchite, grazie all’opera dei Benedettini, di torri e castelli divenuti punti nodali del sistema difensivo del territorio monastico: i borghi fortificati, sorti nel tempo, configuravano il suggestivo patrimonio architettonico della valle del Volturno. Dall’alto medioevo fino ad un inoltrato settecento molte furono le cinte murarie, le rocche ed i castelli che ebbero ampliamenti e migliorie, contribuendo così ad arricchire artisticamente la zona.
 
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