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STORIA DI RIETI
Le tracce della fondazione di Rieti si perdono all'inizio dell'età del ferro. La città di Rieti è più antica di Roma, nel corso dei secoli la sua sorte fu strettamente legata alla storia della capitale. Il nome Rieti deriva da Rea, madre di tutti gli Dei. La città rappresenta il più importante centro di ramificazione del processo di colonizzazione dei Sabini fin dal VIII sec. a.C. L'assoggettamento a Roma, avvenuto nel 290 a.C., determina la prima importante bonifica della pianura reatina, realizzata dal console Manio Curio Dentato. Scavando un emissario nella montagna delle Marmore, le acque del Lacus Velinus vennero dirottate in territorio umbro, dove formano a fino ad oggi la cascata più alta e più famosa d'Europa. Rieti divenne libero comune nel 1178 e da fu sempre schierata a fianco del papato nelle controversie con il potere secolare. Un periodo fondamentale per l'espansione della cittadina è sicuramente il duecento, con l'edificazione di numerosi edifici pubblici e religiosi e la ricostruzione delle mura. Durante i secoli XV e si ebbero le dispute territoriali con l'Abruzzo per questioni di confine e con Terni per la cava delle Marmore. Il 23 settembre del 1860 è la data che segna l'entrata in città delle truppe italiane, l'unificazione di Rieti al Regno d'Italia e la fine della sua sottomissione allo Stato Pontificio. Solo nel 1927 Rieti viene dichiarata capoluogo di provincia.

La città fu occupata proprio dai Romani nel 290 a.C. (da Manio Curio Dentato) e venne sottomessa. Dal dominio dei Romani, però, ottenne dei benefici, come lo sviluppo economico dovuto al commercio e alle numerose opere di costruzione e di bonifica come avvenne per il prosciugamento delle campagne circostanti grazie alla realizzazione di un emissario sotterraneo (Cava Curiana) permettendo alle acque del fiume Velino di precipitare rovinosamente da un'altissima roccia, sulle acque del fiume Nera. L'opera di bonifica portò in superficie la vastissima estensione dell'agro reatino, ma fu la causa di continue e sanguinose contese con i ternani, che ne rivendicavano il possesso, per tutto il medioevo, fin ad arrivare al XVIII secolo. Rieti ottenne anche il diritto di suffragio e divenne Prefettura . Fu sottomessa dai Barbari, i Goti e quando scesero i Longobardi venne annessa al ducato di Spoleto. Se la prepotenza e l'arroganza di questi invasori poteva rappresentare una crudeltà per il popolo reatino, le scorrerie saracene furono alquanto ferocie e sanguinose. Nel 1149, l'esercito del Re normanno Ruggero di Sicilia, dopo aver occupato la Marsica e parte del ducato di Spoleto assediò Rieti saccheggiandola e devastandola per punirla dei rapporti sostenuti con i Conti de' Marsi. Ma non fu la fine per Rieti, col tempo riprese a vivere e nel 1171 si elesse libero comune e qualche anno dopo, promettendo obbedienza e fedeltà, riconobbe la sovranità di Papa Innocenzo III. I secoli successivi furono alquanto duri, Rieti dovette far fede alle promesse fatte al papato e scese più volte in guerra per difendere la città ed il territorio della Sabina contro nuovi e prepotenti casati, ma anche alla durezza degli eserciti di Germania degli imperatori di Hohenstaufen, tra cui sanguinario Federico Barbarossa prima e suo nipote Federico II dopo. Successivamente dovette scontrarsi anche con le vicine città di Cittaducale, Lugnano e Cantalice, ma anche con i ternani che tentavano di appropirasi del controllo delle acque del Velino. Alla fine del XVIII sec. Rieti venne occupata dalle truppe francesi, e successivamente dai reazionari abruzzesi e napoletani e via via un susseguirsi di scontri alternati a momenti di relativa pace fino all'unione d'Italia. Infine, nel 1927 venne per la terza volta elevata a capoluogo della provincia reatina. Nonostante gli assedi, le guerre, i saccheggi e le devastazioni subite nei secoli, Rieti mantiene ancora oggi preziosi monumenti e importanti opere architettoniche. L'ambiente è circondato da una natura incontaminata, colline verdi, boschi e foreste d'alto fusto, fiumi dalle limpide acque, laghi che appaiono come specchi d'acqua incastonati in paesaggi unici, ai piedi di montagne innevate.
 
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