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Sassari (sass.: Sassari; sardo: Tathari) (SS). La città è un capoluogo di provincia della Sardegna settentrionale. Il territorio sul quale sorge è di natura calcarea e mentre a sud-est si presenta notevolmente collinoso a nord-ovest invece si estende lungo la pianura della Nurra. L'economia della città si basa principalmente sul commercio, ma anche sulla produzione agricola in particolare olearia, ortofrutticola e vinicola, su quella casearia nonché su quella tessile. La Strada Statale 131 collega Sassari con il centro e il sud della Sardegna. L'Azienda Trasporti Pubblici (ATP) di Sassari collega la città con la periferia e l'hinterland attraverso 10 linee urbane e 12 suburbane. Sede di una prestigiosa università, specialmente vocata allo studio del diritto, ha una storia molto antica e possiede tesori d'arte anche monumentale, numerose chiese di ogni periodo. Sassari è inoltre famosa per la Festha Manna detta anche Faradda di li candareri (discesa dei candelieri), processione religiosa spettacolare, vecchia di quasi mezzo millennio, vede i fedeli distribuiti tra i diversi Gremi (corporazioni di arti e mestieri), portare sulle spalle i candelieri riccamente ornati per le vie della città, fino alla chiesa di Santa Maria in Betlem 14 agosto. A Sassari dal 1899 si svolge anche la cavalcata sarda ogni anno nella domenica dell'ascensione. La manifestazione, a carattere laico, consiste nella sfilata da parte di vari gruppi originari dei paesi di tutta la Sardegna che indossando i costumi tradizionali mostrano al pubblico convenuto vari aspetti della cultura sarda dei tempi passati. A Sassari si parla il dialetto sassarese, nato dalla fusione delle diverse lingue delle popolazioni che hanno dominato la città e la zona costiera e fortemente influenzato dal toscano; nei paesi limitrofi si parla la lingua logudorese. Tra gli edifici più famosi spiccano il duomo di San Nicola, Palazzo Ducale, Piazza d'Italia e la Fontana del Rosello, conosciuta dal periodo romano, la cui struttura definitiva risale al seicento.
Sassari, ubicata al centro della vasta regione a Nord-Ovest della Sardegna, è la seconda città dell'isola.
STORIA DI SASSARI
Il nome di Sassari lo troviamo per la prima volta in un antico registro del monastero di San Pietro di Silki, dove in un atto del 1131 è nominato Jordi de Sassaro. Nel 1135 si parla invece della chiesa di Sancti Nicolai de Tathari Sassari è una città "giovane" ma il suo territorio e il Museo Sanna offrono numerose testimonianze della presenza dell'uomo del Neolitico recente: dall'imponente ziqqurat di Monte d'Accodi edificato verso il 2400 A.C. ai 170 nuraghi e alle vestigia romane del Il Secolo d.C. Nella seconda metà del Xlll secolo Sassari, Comune governato da un podestà, alleato prima con Pisa e in seguito con Genova, contava più di 10.000 abitanti. Le case costruite all'interno delle mura si alternavano con campi e corti, ed erano separate da stradine strette e tortuose. Lungo l'asse sud-nord si estendeva la "Platha de Cothinas" : l'attuale Corso Vittorio Emanuele. Nella sua parte centrale, dove oggi è il Teatro Civico, si apriva la piazza del Comune con il Palazzo Comunale.Nel 1294 la città si costituì in libero Comune e promulgò gli "Statuti Sassaresi" che rappresentavano l'organizzazione giuridica, politica ed amministrativa della città. Il passaggio sotto la dominazione aragonese segnò l'avvento di un secolo di ribellioni, carestie e pestilenze che spopolarono la città, la quale rifiorì con la pace del 1420 e riconquistò la sua posizione dominante nel Nord della Sardegna. Il Castello Aragonese del XIV secolo fu demolito alla fine del XIX secolo. "L'Albergo Cittadino", il Palazzo Comunale nel Corso ed alcune belle dimore nel tratto della "Platha", restano comunque testimonianza di quel periodo. Il successivo quarto del XVI secolo vede una marcata influenza delle tendenze italiane nell'architettura di Sassari, soprattutto grazie all'arrivo dei Gesuiti e all'influenza degli architetti militari italiani chiamati in città per costruire le fortificazioni che dovevano proteggere l'isola dalle incursioni dei pirati.
Vanno ricordate come testimonianze di questo periodo la nascita del Collegio di Studi di San Giuseppe o Studio Generale, che nel 1634 verrà denominato Università di Sassari, prima Università della Sardegna. La Fontana di Rosello, eretta nel 1605 - 1606 in stile tardo-rinascimentale, divenne il simbolo della città e del suo legame alla terra Dopo la peste del 1652 e fino ai primi decenni del XVIII secolo si assiste ad un vero boom dell'edificazione, soprattutto per quanto riguarda gli edifici religiosi ed in particolare della cattedrale di San Nicola Il passaggio alla dominazione piemontese intorno al 1718 si rifletterà, sull'architettura cittadina solo 50 anni dopo. Se ne ritrova testimonianza nel Palazzo Ducale, sede attuale dell'Amministrazione cittadina e sulle facciate di altre case aristocratiche. Negli anni seguenti vengono costruiti il Teatro Verdi, il nuovo ospedale, le carceri. Viene creato un sistema di piazze secondo un asse longitudinale che va dalla Piazza Azuni a Piazza d'Italia. Intorno al 1870, in Piazza d'Italia, sorge il maestoso Palazzo della Provincia e il neo gotico Palazzo Giordano L'edilizia conosce un nuovo rilancio dopo la crisi della fine del XIX secolo, rilancio segnato questa volta dall'eclettismo di fine 800 che includeva il "neo gotico" e "l'esotico" con influenze esterne al pari dell'utilizzo di materiali di costruzione insoliti. Un accostamento tra l'eleganza e la bizzarria si trova nelle ville "art nouveau" e la severità degli edifici pubblici (Umberto I) che vedranno, in seguito alla prima guerra mondiale , l'espressione della "restaurazione" e "l'art dèco" incarnarsi nel ritorno alle forme architettoniche dei decenni precedenti e nel "razionalismo moderno". In effetti, negli anni 30 del 1900 la crescita demografica va di pari passo con la nuova frenesia di costruzione, dando il via al quartiere residenziale di viale Italia, con case in stile nazionalista ed il quartiere popolare di Monte Rosello, unito alla città dal Ponte dei Fasci, emblema del fascismo Italiano. La trachite locale viene usata a profusione per costruire a ridosso delle carceri il Palazzo di Giustizia, di stile neoclassico, e nella Piazza Conte di Moriana, in stile razionalista, ed altri diversi palazzi. | | |